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SPILLO/ Sapelli: Brennero e Suez, la doppia sfida per far "tornare grande" l'Italia

Pubblicazione:sabato 14 maggio 2016

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Ma lungo l'asse del corridoio n. 1, un ulteriore "collo di bottiglia" è senz'altro rappresentato dal valico del Brennero. Sin dal lontano 1971 l'Unione internazionale delle ferrovie predispose un "Piano infrastrutturale europeo" per studiare le possibilità di potenziamento di alcune delle più importanti linee ferroviarie europee, ivi incluso l'asse del Brennero tra Monaco e Verona. Di lì prese il via da parte delle tre reti interessate (italiana, austriaca e tedesca) uno studio utile a definire alcune proposte con lo scopo di ammodernare e potenziare, in un primo tempo, la linea esistente e di procedere poi - nel medio e lungo termine - alla realizzazione di un nuovo collegamento che avesse al centro una galleria di base scavata al di sotto della catena alpina.

Allo stato attuale, il potenziamento dell'asse ferroviario del Brennero si scontra con rilevanti problemi di finanziamento delle nuove opere che ne dovrebbero costituire l'ossatura principale. La realizzazione del tunnel di base del Brennero non è sufficiente, da sola, ad assorbire i flussi di traffico attesi per il futuro e, pertanto, nella sezione italiana della linea Monaco-Verona si rende necessaria una serie di altri interventi volti a raggiungere quanto meno un potenziale di 240 treni in transito al giorno lungo l'attuale linea storica.

A oggi, la conclusione della prima fase di potenziamento della linea storica delBrennero - e cioè la realizzazione delle sole tratte prioritarie poc'anzi menzionate e del tunnel di base sotto il valico alpino - è attesa per il 2018, quando non per il 2020, mentre il pieno quadruplicamento della linea Monaco-Verona dovrebbe essere portato a termine per il 2030.

Accanto alle opere infrastrutturali, è senz'altro necessario procedere pure all'implementazione di un'autentica politica a sostegno del trasporto su ferro, per andare incontro anche alle istanze e alle sensibilità dell'opinione pubblica locale. Il sistema dei trasporti non solo del nostro Paese, infatti, ma anche su scala europea, rimane squilibrato in favore della gomma e le istituzioni debbono lavorare in modo intenso per migliorare l'immagine e la fruibilità del ferro tra gli operatori del tessuto economico di qui ai prossimi anni.

Ma se tutto questo è vero, il centro intermodale di Verona assume un ruolo strategico che potrebbe dare all'Italia una funzione importantissima per tutto l'insieme delle opere che abbiamo evocato, dal nord teutonico alla Sicilia. Ciò non potrebbe non portare a un ripensamento della nostra politica avionica con il declassamento di fatto di un aeroporto disassato - come Malpensa - da qualsivoglia esigenza economico-geografia, così da propugnare la decisa creazione di un  nuovo polo aereo cargo nell'asse orizzontale Brescia-Verona che invererebbe così un essenziale collegamento intermodale attrattivo sia delle imprese e dei servizi italiani, sia di quelli tedeschi e austriaci in forma diretta, consentendo i più facili collegamenti con Duisberg intercettando la via della seta.


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COMMENTI
14/05/2016 - Vasto programma temo (Carlo Cerofolini)

Tutto vero e giusto, però temo sia un vasto programma, vista la qualità della classe politica, sindacale, dirigente e imprenditoriale che abbiamo.