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SPILLO/ Sapelli: Brennero e Suez, la doppia sfida per far "tornare grande" l'Italia

Pubblicazione:sabato 14 maggio 2016

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Il 22 aprile 2016 il treno che collega Wuhan a Lione è giunto nella città francese: quindici giorni circa di viaggio a velocità sostenuta con un carico di prodotti meccanici, elettronici, vestiti. Ripartirà carico di veicoli, vini, prodotti agricoli. Ha attraversato il Kazakhstan, la Russia, la Bielorussia, la Polonia, la Germania ed è finalmente giunto in Francia. Se quelle merci avessero fatto il viaggio per mare esso sarebbe durato circa cinquanta giorni, per via aerea certo tutto sarebbe stato assai più rapido, ma anche molto più costoso. Si prevede che di treni simili ne circoleranno tre ogni settimana: ecco la "via della seta" che unirà la Cina e l'Europa.

I cinesi hanno coniato lo slogan: "one Belt, one road", che ben sintetizza ciò che sta accadendo. La via della seta non passerà per l' Italia ed è una minaccia per l'integrazione economica e sociale del Paese e anche per la sua sicurezza mediterranea, perché questa emarginazione rende meno sicuro e stabile l'impegno Nato in Italia. Il fronte anti-russo si sposta ormai nei paesi baltici ed ex comunisti, dinanzi alla nostra incapacità di dotarci delle risorse di intelligence richiesteci in Sicilia e per il fallimento dei nostri progetti di interconnessione commerciale con l'Africa e Suez, incarnatisi nella tragedia logistica di Gioa Tauro, porto senza sbocchi nell'hinterland. Né trasportistici, né economici, né di sicurezza legale e militare.

L' unico modo per contrastare questa emarginazione potrebbe essere quello di potenziare l'asse del Brennero. La linea ferroviaria Verona-Brennero-Monaco, da un lato, e la contigua autostrada del Brennero A-22, dall'altro, rappresentano a oggi il principale asse di collegamento e di trasporto delle merci e delle persone tra la penisola italiana e i Paesi dell'Europa centrale, in particolare l'Austria e la Germania, tradizionale e primo mercato di sbocco dell'export non solo nordestino, ma anche nazionale.

L'asse Verona-Monaco rappresenta anche uno dei punti chiave del progetto del Corridoio paneuropeo n. 1 (Berlino-Halle/Lipsia-Erfurt-Norimberga-Monaco-Verona), un collegamento ferroviario ad alta velocità e per il trasporto combinato lungo l'asse Nord-Sud che, sin dal 1996, è stato incluso dal Parlamento e dal Consiglio europeo nell'elenco delle cosiddette Ten (le reti transeuropee di trasporto). Inoltre, nell'aprile del 2004, in sede comunitaria  il medesimo corridoio n. 1 è stato esteso sino a Napoli e a Palermo, giungendo così a definire un asse della lunghezza totale di 2.200 km.

A oggi, lungo l'asse del Brennero, il trasporto su rotaia - in particolare di merci - recita  un ruolo secondario  Il potenziamento dell'asse ferroviario, infatti, è suscettibile di generare una serie di esternalità positive sul territorio e a livello di sistema, grazie al suo contenuto impatto ambientale -da un lato - e ai benefici che ne discendono in termini di sicurezza e minore incidentalità rispetto al trasporto stradale.

Il progetto del corridoio n. 1 s'intreccia con una serie di altre dinamiche che attengono ai flussi di trasporto a corto e a medio raggio nella bassa valle dell'Inn, perché uno dei nodi critici dell'intero asse è, a oggi, rappresentato dal tratto Hall-Innsbruck, autentico anello debole della catena poiché qui le capacità residue di traffico sono ormai da tempo esaurite e ivi si sovrappongono pure i traffici che insistono sugli assi Nord-Sud ed Est-Ovest. Inoltre, in questa medesima sezione dell'asse che gravita sul Brennero si registra una sorta di inefficiente contrasto tra i traffici locali e quelli a lunga percorrenza, sia di merci che di persone.


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COMMENTI
14/05/2016 - Vasto programma temo (Carlo Cerofolini)

Tutto vero e giusto, però temo sia un vasto programma, vista la qualità della classe politica, sindacale, dirigente e imprenditoriale che abbiamo.