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Canone Rai in bolletta / Le "trappole" nella dichiarazione sostitutiva

Canone Rai 2016 in bolletta, chi non deve pagare l’imposta sulla tv può compilare la dichiarazione sostitutiva. Ma non è così facile farlo, come spiega GIAN LUCA BARBERO

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CANONE RAI 2016 IN BOLLETTA. Ci sono cose che uno lascia quasi alla fine perché dovrebbero essere semplici; poi, a vederle da vicino, non sono quello che sembravano. Mi riferisco a un possibile prossimo adempimento a carico del contribuente, entro il 16 maggio, termine ultimo per presentare la dichiarazione, diciamo generalmente, di “esenzione” (consci che non è affatto la parola giusta) del pagamento del canone Rai: una delle novità della Legge di stabilità 2016 è il pagamento del canone in bolletta, che ha fatto tanto discutere. Come ha detto il premier lo scorso mese di ottobre, si tratta certamente dell’imposta più evasa dagli italiani, da qui l’idea di piazzarlo in bolletta, così almeno lo pagano tutti (o quasi) per non restare al buio. Tra le intenzioni del governo c’era anche quella di semplificarne il pagamento a beneficio dei contribuenti. Naturalmente, si concede di non pagare il canone, ad esempio perché non si ha un televisore, a condizione di presentare una specifica comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

CANONE RAI 2016 IN BOLLETTA. Cominciamo dalla legge. Oltre alla presenza di “un impianto aereo atto alla captazione o trasmissione di onde elettriche o di un dispositivo idoneo a sostituire l'impianto aereo, ovvero di linee interne per il funzionamento di apparecchi radioelettrici” (così recita la norma del 1938), da quest’anno la detenzione di un apparecchio TV, presupposto per il pagamento del canone, si presume nel caso in cui esista un'utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo di residenza anagrafica. Alla presunzione si può ovviare presentando, su modello predisposto dall’Agenzia delle Entrate, “esclusivamente una dichiarazione sostitutiva rilasciata ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445”, che, in caso di falsità, comporta conseguenze penali. Non è, insomma, una cosa che uno può fare a cuor leggero e, quando si conoscono le possibili conseguenze, uno va in confusione e comincia a dubitare persino che 2+2 continui a fare 4.

CANONE RAI 2016 IN BOLLETTA. Prendiamo il caso più semplice, benché forse il più raro: niente televisore. In questo caso la dichiarazione sarebbe sicura e facile da rendere, barrando l’opzione A del modello predisposto dall’Agenzia delle Entrate: “dichiara [il sottoscritto] che in nessuna delle abitazioni per le quali è titolare di utenza elettrica è detenuto un apparecchio TV da parte di alcun componente della famiglia anagrafica”. Dopo le note di chiarimento del ministero dello Sviluppo economico si è appreso con gran sollievo di tutti che computer, smartphone e tablet sono generalmente fuori dalla categoria degli apparecchi TV, ma se avete, poniamo, acquistato un nuovo schermo, di ultima generazione, per il vostro PC, attirati solo dai colori, dalle dimensioni e dallo sconto allettante del negozio, rischia di essere automaticamente dotato di tutti i componenti tecnici necessari per ricevere il segnale digitale terrestre o satellitare e può essere, quindi, a tutti gli effetti fiscali, un apparecchio TV.