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FINANZA E POLITICA/ Quei "meno" che smontano la svolta di Renzi

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

La creazione di nuova occupazione è molto debole, mentre a mano a mano che si ridurranno gli incentivi, rallenterà anche il ritmo di conversione in posti fissi dei contratti a tempo determinato. Insomma, nei prossimi mesi occorre escogitare una serie di nuove misure per sostenere i consumi. Perché dagli investimenti sia pubblici, sia privati non c’è molto da aspettarsi. E questo è l’altro grande segno negativo della congiuntura attuale. Le imprese hanno speso per ricostituire le scorte non per nuovi impianti e macchinari. Il loro attendismo deprime la congiuntura e finisce per essere una scelta suicida.

Che cosa può fare il governo? Matteo Renzi a Porta a Porta ha ripetuto che vuol ridurre le imposte, Ma non ha detto né come, né quanto, né quando. Ha rilanciato l’idea di tagliare l’Irap. Però ha rinviato al 2017. Si parla si detassare gli utili investiti nelle piccole medie imprese, una misura positiva e incentivante per gli investimenti. Ma allo stato attuale sono soltanto voci fatte circolare sui giornali. Spingere la crescita e ridurre lo stock di debito sono due scelte difficili, ma non possono essere evitate. Insieme al referendum costituzionale rappresentano le prove decisive per Renzi e il suo governo.



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