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RCS E MEDIA/ Così i tre principali quotidiani italiani diventano "svizzeri"

Pubblicazione:martedì 17 maggio 2016

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La vera incognita rimane dunque un'altra: che Investindustrial è una grande società di gestione di fondi, per mestiere, quindi, compra, valorizza e rivende. Di solito dopo 5 o 6 anni. Ma allora di chi sarà la Rcs nel 2022? Non è un problema confrontabile con quelli vitali che il gruppo ha dovuto fronteggiare nella sua storia più recente. Si vedrà.

Certo è che per quanto l'industria dei media, anzi più precisamente dell'informazione, sia la più insondabile di tutte nelle sue future evoluzioni, molti magnati del denaro - dal capo di Amazon Jeff Bezos al guru di Omaha Warren Baffett - hanno negli ultimi anni investito nei giornali tradizionali sia favorendone la digitalizzazione, sia sostenendone la sopravvivenza cartacea. Se mai l'era della Rete restituirà un po' di tregua anche a questo comparto, tra cinque anni è certo che la Rcs con i suoi grandi marchi - dal Corriere della Sera, alla Gazzetta dello Sport alla spagnola Marca - sarà tra i gruppi ancora vivi. E questo potrebbe bastare a spiegare la scelta di Bonomi: investo relativamente poco oggi per rivendere con forte guadagno domani.

Ma non basta questo ragionamento per spiegare la mossa del "golden boy" del private-equity italiano. Forse per capirla fino in fondo bisogna ricordarsi la storia della sua famiglia, e quella parentesi neanche breve di suo padre Carlo in uno strapuntino del salotto buono, la Gemina. Oggi Andrea Bonomi non ha nulla da dimostrare a nessuno ed è più ricco di molti di coloro con cui si siederà da socio nella nuova Rcs. Ma sono stati proprio loro ad aver bisogno di lui, loro a chiamarlo, loro a offrirgli il posto di maggior singolo azionista e di garante strategico del nuovo corso del gruppo. Ripensando a quando quel "salotto buono", che prima aveva tanto lusingato suo padre cooptandolo in Gemina lo aveva poi mollato di fronte all'Opa della Montedison… può darsi che Andrea si senta particolarmente soddisfatto.

Un'ultima incognita: la linea editoriale. Che idee politiche ha Bonomi? Quanto potrà farle pesare sulla Rcs se - com'è probabile - quest'Opa vincerà? Di Cairo si poteva ben dire, alla luce della linea de La7, che l'ex assistente di Berlusconi lascia liberi i giornalisti, anche i più coraggiosi o addirittura aggressivi come Floris o Giannini, di esprimersi liberamente, per non parlare di Crozza, il popolarissimo comico sempre molto caustico con il premier Matteo Renzi e, in generale, con tutti i poteri forti. Si vedrà se Bonomi sarà altrettante libertario, da futuro co-padrone di riferimento della Rcs. Tendenzialmente, si direbbe che non si interessi molto di politica.

Anche perché - imperdonabile non dirlo, per concludere - Bonomi di italiano ha il nome, tanti amici, molti investimenti ma non la tasca né gli interessi, tra Caraibi e Svizzera, dove risiede. E qui tutto si salda, con i soci di riferimento dei tre principali quotidiani italiani - Carlo De Benedetti per Stampa e Repubblica, Andrea Bonomi, probabilmente, per il Corriere - che risiedono in Svizzera. Un bel messaggio per il Paese…



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