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FINANZA E POLITICA/ I numeri che ci mettono spalle al muro

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Naturalmente misure di questa natura avrebbero effetti solamente nel medio periodo e, quindi, potranno difficilmente scansare i nuvoloni neri economici prima del referendum autunnale sulle riforme costituzionali. C'è qualcosa che può essere fatto nel breve periodo?

In un'unione monetaria non abbiamo la possibilità di effettuare una manovra analoga a quella che trentacinque anni tirò gli Usa del primo Governo Reagan fuori dalla recessione che aveva caratterizzato la seconda fase del Governo Carter. In consultazione con le autorità europee, si potrebbe tentare una terapia shock con una drastica riduzione simultanea e parallela sia dell'imposizione tributaria e para-tributaria che delle spese pubbliche. Non sono state fatte - che io sappia - simulazioni degli effetti di una terapia shock (che, nello specifico, potrebbe prendere varie alternative). Varrebbe, tuttavia, la pena che la Direzione Generale Analisi Economica del Dipartimento del Tesoro faccia un esercizio del genere e lo discuta con l'Ufficio Parlamentare di Bilancio. Prima che sia troppo tardi.



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COMMENTI
02/05/2016 - il Governo dei figli di papà (Michele Ballarini)

I nostri baldi quarantenni figli di papà, che hanno la pretesa di governare il Paese, ignorano, forse perché erano ancora "piccoli" a quell'epoca, il disastro provocato nel 2002 dal passaggio dalla lira all'euro. Stipendi, salari e pensioni, già bassi, più bassi rispetto ad altri, avanzati, Paesi europei, furono salassati ulteriormente e persero potere di acquisto con il cambio imposto. Si salvarono in parte, naturalmente, causa anche la mancanza di controlli ex post, i lavoratori autonomi e i professionisti. Peccato che alla lunga anche queste categorie abbiano risentito della crisi, per il calo di lavoro. Per la serie: quando gli erbivori scompaiono anche i carnivori si estinguono. Purtroppo i quarantenni, supportati da pseudoeconomisti ultraliberisti, continuano a cianciare di ripresa, sviluppo, occupazione, dimenticando il crollo verticale dei consumi, che annualmente sembrano riprendersi solo per effetto delle tredicesime natalizie in busta paga, e che la stragrande maggioranza delle imprese italiane è medio piccola, e che anche se aiutata con incentivi e aiuti di Stato (recente la cd "Sabatini ter"), questo tipo di impresa non è portata ad aumentare gli organici. Piuttosto ricorre a lavoratori precari, a progetto. Lavoro dunque sottopagato e precarizzato sempre di più. Per contro, le aziende sono zeppe di personale ultracinquantenne, poco produttivo, poco motivato, stanco e stressato. Occorre il riacambio generazionale, checchè ne dica la sciagurata Fornero.