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GEO-POLITICA/ La nuova agenda dei “poteri forti”

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E sapete qual è la cosa più assurda? Che nonostante a parole ci si scarichino addosso le colpe e si organizzi un Eurogruppo dopo l’altro per dar vita a misure di contrasto degli sbarchi, ivi compreso pagare 6 miliardi alla Turchia, un terzo di quelle Ong sono sussidiate non solo dalla Open Society di Soros, «ma anche dall’Unione europea stessa, attraverso una rete di fondazioni, partner e progetti attivi in oltre 100 nazioni». E con un patrimonio di quasi 25 miliardi di dollari, per Soros finanziare rivoluzioni colorate non è certo un problema, né tantomeno stanziare 1 miliardo di dollari l’anno per le attività di gruppi pro-migranti.

Carayon ha spiegato che «la Open Society e il think tank con sede a Washington noto come Migrant Policy Institute hanno pubblicato un report congiunto dal titolo Welcoming Engagement: How Private Sponsorship Can Strengthen Refugee Resettlement in the European Union nel quale si festeggia l’impegno e l’incoraggiamento della Commissione europea verso la sponsorizzazione privata e il lavoro delle Ong per il collocamento di migranti oltre la quota stabilita nei Paesi membri dell’Ue». C’è poi la Platform for International Cooperation on Undocumented Migrants (Picum) di Bruxelles, una Ong che a detta di Bernand Carayon avrebbe pesante influenza sulle istituzioni europee, tanto che recentemente ha subito voluto festeggiare la direttiva dell’Ue su diritti delle vittime, pubblicando una guida per l’accesso privilegiato di migranti senza documenti verso i servizi di protezione sociale e legale. Anche questa organizzazione è finanziata dalla Open Society di Soros e dell’Unione europea.

Terza e più famosa delle organizzazione che operano sotto l’ombrello della Open Society è Oxfam, visto che insieme hanno finanziato il movimento Enough is enough in Senegal, forse l’ennesimo tentativo di Soros di dar vita a una rivoluzione colorata in un Paese straniero. E anche l’Ue non vuole essere da meno del miliardario ungherese, visto che nell’anno fiscale 2013-2014 ha finanziato Oxfam con 75,3 milioni di euro. C’è poi UNITED for Intercultural Action, un network composto da attivisti dichiaratamente di estrema sinistra e finanziato da Consiglio d’Europa, Commissione europea e Open Society.

Ma Carayon è un fiume in piena ed ecco puntare il dito contro un altro attore sulla scena: «Un altro think tank che ha molta influenza e che opera nel settore è lo statunitense European Stability Initiative che, di fatto, sta dietro il cosiddetto “piano Merkel” dell’ottobre 2015, ovvero l’apertura indiscriminata delle frontiere, tanto da chiedere al governo tedesco di emettere permessi di soggiorno gratuiti per muoversi liberamente all’interno del Paese. Dietro questo oscuro think tank, troviamo sempre la Open Society, il Rockfeller Brothers Fund e altri finanziatori americani». Fino a 40 anni fa servivano le bombe della strategia della tensione per destabilizzare i Paesi ed eterodirigerne le politiche, oggi si utilizza la bomba demografica dell’immigrazione di massa, spesso giustificata da qualche cervello sopraffino con il fatto che gli italiani non fanno figli e non vogliono accettare certi lavori. E l’Ue, per anni, non solo ha accettato questa politica, capendo solo ora (cioè quando è tardi) che l’immigrazione di massa si combatte creando condizioni di stabilità e prosperità nei Paesi africani affinché la gente non scappi, ma l’ha anche finanziata, garantendo sostegno a entità - quasi sempre Usa e di loro emanazione - che l’ipotesi della cooperazione internazionale nemmeno la contemplavano, operavano solo in chiave di accoglimento in Europa dei migranti nel massimo numero possibile. Oggi, invece, ci vendono la strumento finanziario a leva per trasformare i pulciosi 5 miliardi finora stanziati per l’Africa in 60: patetici.


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COMMENTI
23/05/2016 - La leva dei popoli (Renato Mazzieri)

L'unico modo per iniziare a sostituire l'egemonia della finanza con la partecipazione dei popoli è un sistema di credito alternativo per dare denaro sulla fiducia, senza garanzie, senza interessi e senza spese a chi ne ha bisogno per vivere e/o per lavorare