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Economia e Finanza

GEO-POLITICA/ La strategia dietro i brogli elettorali in Austria

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Sapete com'è avvenuta questa operazione sul finire della scorsa settimana? Con il voto di 68 parlamentari in aula e 46 voti a favore, il 12% dell'Assemblea. La chiamano democrazia, un po' come quella austriaca dello scorso weekend. Se i lavoratori delle raffinerie non cederanno, quella legge che garantisce al presidente poteri illimitati, verrà utilizzata per sgomberare forzatamente le fabbriche e tacciare il dissenso a colpi di manganello e idranti. Tanto lo prevede la Costituzione, in cui è stata inserito lo Stato di emergenza: e chi si permette di andare contro la Costituzione, a parte Renzi e Verdini? 

Sapete qual è uno degli slogan più frequenti tra gli scioperanti francesi, sentito con le mie orecchie a France2? Nous ne ferons pas la fin de l'Italie, non faremo la fine dell'Italia. Perché siamo ridotti male? Certamente non siamo messi bene, ma, forse, anche perché abbiamo dei sindacati capaci solo di difendere le rendite di posizione e i privilegi di chi non fa nulla dalla sera alla mattina, mentre i diritti dei lavoratori veri vengono calpestati allegramente, salvo minacciare un'oretta di sciopero, magari al venerdì. Ma la pacchia sta finendo, lo ha certificato ieri l'Istat, che ha parlato di una battuta d'arresto per l'industria italiana, la quale a marzo ha registrato la peggior frenata dall'estate del 2013 con una contrazione del fatturato del 3,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e dell'1,6% su febbraio. In discesa anche gli ordinativi (-3,3%), che però, rispetto all'anno precedente, crescono dello 0,1%: sicuramente Renzi festeggerà questo dato. 

A trainare il crollo è in particolare il comparto delle auto che scende del 6,5%, registrando la prima battuta d'arresto dal dicembre del 2013. Accidenti, abbiamo fatto ponti d'oro a Marchionne - il quale, invece, i ponti con l'Italia a Fca li ha fatti tagliare del tutto - e ora, come succede negli Usa e come vi dico da mesi, va in crisi proprio l'unico settore industriale che aveva tenuto, l'auto, grazie a incentivi di ogni genere che però non possono durare in eterno? 

Vi piace questo mondo, questo stato delle cose? Bene, poi non lamentatevi però quando arriverà davvero il conto da pagare. Per amministrative e referendum state tranquilli, però: l'Austria insegna. Il conto vero arriverà con la Legge di stabilità per il 2017, quando i soldi e le coperture non ci saranno e allora verremo commissariati ufficialmente. Non manca molto, godetevi le ferie estive. Se potete farle. 

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