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SPY FINANZA/ Bce e Grecia, i nuovi "aiutini" per la Germania

Pubblicazione:venerdì 27 maggio 2016

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Ma come, fino a ieri pensare una cosa simile era una follia totale e adesso, per questo accordo da barzelletta, la sacra regola dell'accettare solo titoli investment grade se ne va in soffitta? Cos'è cambiato? Nulla, se non aver la certezza che a giugno e luglio la Grecia onorerà le sue scadenze con i soldi appena ottenuti dall'Ue e che, come sempre, sono pronti a tornare a casa con la partita di giro del servizio del debito. Ma, attenzione, perché banche più libere significa anche Borsa più tonica. E qualcuno ci sta buttando un occhio. Nel 2008 la Borsa greca iniziò il nuovo anno con una normale quotazione a 1036 punti, mentre quest'anno la stessa Borsa ha toccato il minimo storico a 15 punti: siamo a -98% e rotti. Mettiamo che il titolo greco X sia sceso da 100 euro a 1 euro: se ora dovesse risalire del 100% dal suo livello attuale di 1 euro, andrebbe a 2 euro, un prezzo ancora incomparabilmente inferiore ai favolosi 100 euro che aveva nel 2008. 

Ultimamente, un rialzo del genere per la verità c'è stato, come mostra il grafico a fondo pagina, visto che molti titoli sono schizzati verso l'alto con percentuali a tre cifre, ma è ancora nulla rispetto all'entità delle perdite che l'indice ha accumulato in questi anni: in termini di prezzo-libro i titoli greci sono ancora inferiori del 40%, le quotazioni attuali medie sottostimano cioè il valore del capitale posseduto dalle aziende sottostanti a questi titoli del 40%. Insomma, la Borsa greca è in uptrend e ci sono tutte le condizioni per un rally di quelli veri, se non dovesse intervenire qualche fattore esogeno. 

Capito perché si vuol far respirare le banche greche attraverso l'acquisto di bond? Qualcuno sulla pantomima orchestrata da Schauble ci farà valangate di soldi, magari proprio le stesse banche tedesche che erano stra-esposte ad Atene e sono state salvate dalla signora Merkel e dalla sua scelta di perdere tempo. Cosa mi fa dire questo? Il fatto che non si parli minimamente di acquisti di debito greco da parte della Bce all'interno del programma Cspp, ovvero di acquisto di titoli obbligazionari per il Qe. Perché? Ufficialmente l'istituto di Francoforte ha ancora in portafoglio titoli greci comprati negli anni passati e non intenderebbe superare i limiti che si è autoimposto sui singoli emittenti. Ufficiosamente, tutti sanno che manderebbe un segnale negativo all'esterno, a fronte del quale il guadagno a livello di espansione del plateau di bond eligibili sarebbe minimo. E poi la Bce ha altro da fare, deve dare una mano alla Germania: un'altra volta e senza che nessuno fiati. 

Come sapete, dico da sempre che il backstop che Draghi ha garantito a tutte le emissioni corporate europee non finanziarie rappresenta la certezza matematica della creazione di una bolla obbligazionaria, visto che elimina il concetto di rischio nella detenzione non solo di bond investment grade ma anche junk. Ma non basta, perché ora scopriamo che in base al regolamento che guida il programma Cspp, la Bayer potrebbe veder finanziata dalla Bce la sua scalata al gigante statunitense Monsanto. Il quale ha sì rifiutato l'offerta di 62 miliardi di dollari avanzata martedì dal colosso tedesco, ma si è detto aperto a ulteriori negoziazioni, ipotesi che ha visto Bayer entusiasta e pronta a proseguire nell'operazione: perché, visto che parliamo di cifre enormi e di accordo che necessiterebbe di maggiore calma e riservatezza? Perché Bayer è certa che il costo del debito potrebbe essere finanziato proprio da Draghi. 


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