BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FINANZA/ Così l'Europa ci sta portando verso il burrone

Infophoto Infophoto

La situazione sociale è tesissima. Così come in Grecia, dove si moltiplicano manifestazioni e scontri perché, dopo tutte le sofferenza imposte, ancora non basta, per ricevere nuovi aiuti (che aumenteranno il debito) l’Ue chiede nuovi sacrifici, nuovi tagli (alle pensioni da fame, alla sanità che non ha più medicinali). E tutto questo accade mentre tutti sanno che il 95% dei 220 miliardi prestati è andato alle banche. Ma occorre preservare quel modello, occorre che quel modello sia replicato fedelmente in Spagna, Portogallo e poi Italia. Soprattutto in Italia, dove c’è ancora tanta ricchezza (materiale) da andare a prendere con rapine finanziarie.

E pure Spagna e Portogallo se la passano male. Questa la dichiarazione del commissario Moscovici: “La Commissione Ue ha deciso di non aprire procedure sanzionatorie nei confronti di Spagna e Portogallo, nonostante non abbiano rispettato il target di riduzione del deficit. Bruxelles tornerà sulla situazione dei due Paesi all’inizio di luglio. Non è il momento giusto, economicamente o politicamente, di fare questo passo”. Capito? Non è il momento giusto politicamente. Anche se il rapporto deficit/Pil è al 5,1% per la Spagna e 4,4% per il Portogallo. E il debito spagnolo è arrivato al 100% del Pil, era meno del 50% prima della crisi.

Questi sono i risultati di un modello europeo che non funziona e non può funzionare, perché incentrato su una moneta che è straniera per tutti i paesi, quindi una moneta che può solo creare debiti. E un modello che pretende di “aiutare” a pagare i debiti impagabili con nuovi debiti, sempre più grandi. Una catena del debito che arricchisce solo gli intermediari, cioè i grandi gruppi bancari.

Ultima notizia. L’agenzia Standard e Poor’s avverte che la situazione sociale potrebbe esplodere e “intravede un elevato rischio che paesi come la Spagna, l’Italia, il Portogallo e la Francia non riusciranno a fare progressi nelle riforme intraprese, in quanto l’esercito dei disoccupati non tollererà più altre misure di austerity”. Anche loro lo hanno capito e avvertono i governi perché si preparino ai disordini sociali.

Quando lo capiremo anche noi? E lo capiremo prima che la situazione possa degenerare? E, soprattutto, dobbiamo capire che esiste un altro modo, non violento, per vincere davvero questa guerra che i poteri finanziari hanno scatenato contro di noi. Il modo semplice è quello di smettere di usare la loro moneta.

© Riproduzione Riservata.