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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Un nuovo allarme è scattato per l'Italia

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Ma attenzione, perché potrebbe anche esserci un combinato in atto: ovvero, fuga di capitali più una dinamica differente in seno agli acquisti della Bce che potrebbe incidere sugli spread, ma anche su acquisti e vendite, quindi sugli squilibri di Target2. Ad aprile, infatti, si è verificato il taglio degli acquisti di bond sovrani periferici - nello specifico, quelli di Portogallo e Irlanda - e il parallelo?aumento di quelli emessi dai Paesi più forti, come Germania, Olanda e Francia. Non era mai successo dall'inizio della politica di acquisto dell'Eurotower: non solo perché il Qe è stato pensato proprio per aiutare i Paesi più indebitati o con i mercati più illiquidi a finanziarsi a basso costo, ma anche perché l'aumento degli acquisti di Bund tedeschi - ormai a zero o sottozero su ogni scadenza della curva dei rendimenti - è totalmente inutile per Berlino e per il mondo finanziario tedesco, già non particolarmente eccitato dal Qe e dai tassi negativi che erodono profitti delle Sparkassen. 

E la dinamica è stata talmente brutale da portare il Wall Street Journal a porre questa domanda a Draghi: «Abbiamo una domanda da 80 miliardi di euro per la Bce: per quale motivo sono stati tagliati gli acquisti di bond periferici a vantaggio dei bond tedeschi??È forse perché scarseggiano i titoli irlandesi e portoghesi, o perché ne ha già troppi e non può comprarne altri?». Non è che, come vi dicevo fin dall'inizio, stanno finendo i bond eligibili all'acquisto, tanto che da giugno si comincerà ad acquistare obbligazioni corporate non finanziarie? Non è che Draghi ha fatto il passo più lungo della gamba, innalzando il controvalore degli acquisti da 60 a 80 miliardi di euro? Quando avremo a disposizione i dati di maggio, potremo avere un riscontro oggettivo e capire se davvero la platea si sta restringendo pericolosamente. 

Ma attenzione, perché i bond corporate a disposizione degli acquisti dell'Eurotower hanno un controvalore totale di 470 miliardi di euro e si fa presto a fare i conti: se davvero le obbligazioni sovrane scarseggiano, occorrerà comprare con il badile ciò che il mercato offre da monetizzare. Ma se si vuole mantenere invariato l'arco temporale del Qe, allora toccherà presto trasformarsi in giapponesi e cominciare a comprare Etf: detto fatto, dopo aver distrutto i meccanismi di trasmissione del mercato dei bond sovrani e corporate, toccherà a quello azionario. Oltretutto, cui prodest tutto ciò? 

I grandi emittenti corporate in Europa sono infatti le aziende tedesche e francesi, le quali hanno già beneficato in passato delle aste Tltro attraverso le loro finanziarie per il credito al consumo, ma i veri protagonisti sono le corporations americane, le quali?in maggio hanno emesso bond per quasi 240 miliardi di euro, nuovo record storico su base mensile. Se esiste il timore - fondato - che la bolla americana dei bond si trasformi presto in una bomba a orologeria per l'Europa, lo scostamento negli acquisti di aprile rappresenta un segnale da non sottovalutare. Ma non basta ancora, perché se un tempo i bassi tassi di interesse significavano per gli imprenditori un'occasione per fare investimenti in CapEx e ricerca al fine di creare nuovi prodotti, ora non è più così.