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Veneto Banca / Rischio azzeramento per 87mila soci: l'appello di Laura Puppato (oggi, 31 maggio 2016)

Veneto Banca:il cda ha valutato la forchetta di prezzo in vista della quotazione tra 10 e 50 centesimi. Gli oltre 87.00 soci hanno visto bruciare un patrimonio di 5 miliardi. Ecco i soci vip

Ignazio Visco, presidente Bankitalia (Fonte Infophoto) Ignazio Visco, presidente Bankitalia (Fonte Infophoto)

VENETO BANCA: BRUCIATI 5 MILIARDI DI 87MILA SOCI. L'APPELLO DI LAURA PUPPATO (OGGI, 31 MAGGIO 2016) - La situazione di Veneto Banca è sempre più complicata: come riporta Il Sole 24 Ore a meno di clamorose iniziative da parte dei soci storici, che dovrebbero contribuire all'aumento di capitale per tentare di raggiungere il flottante del 25% che consentirebbe l'inserimento del titolo azionario nel listino di Piazza Affari, l'intervento di Atlante sembra inevitabile. A non volersi rassegnare a questa prospettiva è Laura Puppato, senatrice del Pd, ex sindaco di Montebelluna e piccola azionista che ieri ha rivolto un appello all'intera popolazione veneta:"Non posso credere che non si voglia essere padroni del proprio destino da queste parti ovvero che, dopo aver subito la peggiore onta da chi si riteneva buon gestore e si è scoperto essere invece stato scorretto nell'acquisire azioni, falso nei bilanci e sprecone nella gestione, non si trovi la forza per credere nella capacità di rinascita e di crescita del proprio territorio, lasciando ad altri di acquistare per una pipa di tabacco un portafoglio bancario ed una operatività quantomeno interessante. Recentemente la Volksbank ha acquisito la fallimentare Banca Treviso, dichiarando nell'assemblea dei soci che il solo fatto che sia ubicata qui la sede di quel piccolo istituto, ha valso il valore dell'acquisto, ravvisando in meno di 5 anni un forte recupero per le potenzialità che nel nostro territorio esistono. Se i sudtirolesi investono e dicono questo, dovremo essere a noi a tradire?".

VENETO BANCA: BRUCIATI 5 MILIARDI DI 87MILA SOCI. PROBABILE INTERVENTO DI ATLANTE (OGGI, 31 MAGGIO 2016) -Dopo la riunione del cda di Veneto Banca appare ormai dietro l'angolo l'intervento di Atlante in una vicenda per molti versi simile a quella della Banca Popolare di Vicenza. Come riporta Il Sole 24 Ore, è infatti sempre più elevato il rischio che la banca non riesca a raggiungere il flottante del 25% del capitale (250 milioni) soddisfando la richiesta della Borsa Italiana per sbarcare a Piazza Affari. L'ipotesi di un intervento di Atlante aprirebbe un ventaglio di soluzioni difficile da decifrare in questa fase: tra le opzioni in campo vi sarebbe la fusione con l'altro soggetto già inglobato quale ad esempio la Popolare di Vicenza, la fusione con Ubi o Bper, ma soprattutto l'azzeramento dei soci. A meno che, sottolinea il giornale economico, i soci storici stessi non trovino le motivazioni per ribaltare la situazione aderendo all'aumento di capitale nonostante il valore attuale delle azioni raggiungendo un 10-15% del flottante. Per un'operazione del genere i soci avrebbero bisogno del supporto di un altro soggetto, magari Mediobanca, che si è detta pronta ad offrire una disponibilità pari al 5% dell'aumento (anche per limitare l'influenza sullo scenario nazionale del fondo Atlante). Insomma, una situazione in fase di evoluzione e ancora di difficile lettura.

VENETO BANCA: BRUCIATI 5 MILIARDI DI 87MILA SOCI. CI SONO ANCHE VITTIME VIP (OGGI, 31 MAGGIO 2016) - Il cda di Veneto Banca riunitosi ieri sera ha valutato tra i 10 e i 50 centesimi la forchetta di prezzo delle azioni degli 87.502 soci che dall'oggi al domani hanno visto svanire nel nulla i loro investimenti. Un patrimonio di circa 5 miliardi andato in fumo, come sottolinea "La Stampa", anche in maniera decisamente "democratica", dal momento che ad essere colpite sono state tutte le fasce: dai politici agli imprenditori grandi e piccoli, dai risparmiatori ai vip. Lo scotto, ancora di più dopo la vicenda che poco tempo fa aveva coinvolto la Banca Popolare di Vicenza, è altissimo: ancora una volta il rapporto fiduciario tra banche e italiani viene messo a dura prova da una cattiva gestione. Ma di chi sono le colpe questa volta? Secondo il sociologo Daniele Marini in questo caso "non si possono addossare le colpe alla politica, ma va messa in discussione la classe dirigente locale in senso lato". Un problema regionale dunque, tutto Veneto, o quasi: perché è vero che solo nella suddetta regione svaniscono 2,8 miliardi di euro, ma lo è altrettanto il fatto che l'espansione determinata da vent'anni di strategie dell’ex padre-padrone Vincenzo Consoli, ha trasformato la popolare di Asolo e Montebelluna nel decimo istituto bancario del Paese. Tra i soci colpiti dalla crisi di Veneto Banca vi sono come detto anche molti soci "vip": è il caso di Silvio Berlusconi, che dovrà rinunciare a 29.700 azioni per un valore complessivo di oltre 1,1 milioni di euro, o di Bruno Vespa, che assieme ai suoi due figli ha visto svanire azioni per un milione circa legate ad una masseria in Puglia. 

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