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SPY FINANZA/ Le "toppate" di Draghi che danno ragione alla Germania

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«Informazioni riguardo molti annunci macro-economici sono conosciute in anticipo da alcuni partecipanti del mercato». Chi ha sentenziato questa verità inquietante? La Bce. Ricordate come in alcuni articoli avanzavo la certezza, poi supportata da riscontri oggettivi, del fatto che alcuni grandi players del mercato operassero a rischio zero perché beneficiavano della conoscenza di informazioni non pubbliche da parte delle Banche centrali? Bene, ora c'è la conferma e a offrircela è stata lunedì pomeriggio l'Eurotower stessa, quando ha pubblicato una ricerca che conferma l'esistenza di trading informato prima della pubblicazione ufficiale delle notizie in 7 su 21 annunci macro-economici statunitensi, definiti market-movers per la loro importanza. Il report ha studiato e tracciato i patterns dal gennaio 2008 al marzo 2014 e ha scoperto che «i prezzi cominciavano a muoversi nella direzione "corretta" circa 30 minuti prima della pubblicazione del dato. E questo spostamento di prezzo pre-pubblicazione in media ha pesato per circa metà dello scostamento di prezzo totale». Traduzione: cronico e diffuso insider trading cui le Banche centrali non solo non prestano attenzione, ma che, di fatto, favoriscono. La ricerca, inoltre, ha scoperto forti prove dello scostamento di prezzo pre-annuncio in anticipazione a dati come l'indice di fiducia del consumatori del Conference Board, il dato Nar sulla vendita di case esistenti, il dato preliminare del Pil, il dato sulla produzione industriale della Fed, l'indice Ism manifatturiero e non manifatturiero e decine di altri esempi. Traduzione: il mercato è manipolato. 

Ma la Bce ci regala altre grandi soddisfazioni. Come vi avevo anticipato in un articolo di un mesetto fa, oggi la Banca centrale europea discuterà se ritirare o meno dal mercato del circolante la banconota da 500 euro. E lo farà alla luce dell'arresto, lo scorso febbraio, di Fabio Rizzi, consigliere regionale della Lega Nord, finito nel mirino degli inquirenti nell'ambito di un'indagine sulla malasanità. Non è una follia e ce lo spiega Bloomberg, ricordando che la polizia ha trovato a casa dell'arrestato oltre 17mila euro in banconote da 500 e 200 euro. Questo, scrive l'agenzia americana, «rafforza la convinzione che le banconote di grosso taglio vengano usate soprattutto da chi non ha buone intenzioni». D'altronde, i 500 euro sono stati soprannominati in Spagna "Bin Laden" per la loro inafferrabilità, mentre l'Europol li ha definiti "valuta di scelta" delle reti criminali e terroristiche. Ma la Banca centrale europea dovrà fare i conti con l'opposizione di diversi Paesi di lingua tedesca alla cancellazione del taglio da 500, ovvero Germania, Austria e Svizzera. 

In Germania, il partito di destra ed euroscettico, Alternative für Deutschland si sta battendo contro il taglio dei tassi, già negativi, da parte della Bce e contro il ritiro della banconota da 500 euro. Stefan Schneider, capo economista internazionale di Deutsche Bank a Francoforte, ha spiegato che la mossa in Germania, «in un momento in cui la fiducia nella Bce è ai minimi storici, sarà certamente vista come un ulteriore passo nella direzione della rimozione del denaro contante». Il timore di chi si oppone alla cancellazione dei 500 euro è che le banche centrali in questo modo possano guidare i tassi di interesse sui depositi bancari ulteriormente sotto lo zero. Senza adeguate denominazioni di denaro fisico, è più difficile per la clientela ritirare i risparmi a difesa dai tassi negativi. 


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