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FINANZA/ Atlante, Popolari, Unicredit, Draghi: la nuova questione bancaria in salsa giudiziaria

Pubblicazione:lunedì 9 maggio 2016

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Meno convincente è invece un distinto argomento scagliato ancora da Repubblica contro la Procura di Trani. Prendiamo esempio da Wall Street - ha scritto Federico Rampini -, dove i magistrati si sono preoccupati soprattutto di recuperare quattrini a risarcimento dei risparmiatori traditi, piuttosto che dar la caccia ai banchieri cattivi. Argomento molto yankee (il fallimento non è un reato, l’importate è salvare imprese e sistema economico, ecc.), ma non del tutto coerente con la visione di un giornalista intellettuale della ”gauche” europea. Per di più il punto d’arrivo concreto, nel Nordest italiano, sarebbe più o meno l’opportunità di lasciare in pace Gianni Zonin nella sua villa vicentina: esattamente come i magistrati di Lower Manhattan non hanno mai fatto fare un giorno di cella a Dick Fuld, l’ormai quasi dimenticato Ceo di Lehman Brothers. 

A proposito: due giorni prima del crac Lehman, Standard e Poor’s assegnava ancora pieno merito creditizio alla banca simbolo del collasso del 2008. Una sola magistratura al mondo si è permessa di assumere come ipotesi giudiziaria che la maggiore agenzia di rating globale possa compiere illeciti criminali: la Procura di Trani sul doppio declassamento del rating italiano all’inizio dell’estate 2011. Cinque anni dopo Renzi, in tv, ha mostrato i muscoli ad Angela Merkel: nessuno può permettersi di giudicare - o pre-giudicare - dall’estero la Repubblica italiana. Se però lo ridice, nelle stesse ore, il dottor Ruggiero della Procura di Trani non va più bene? E chi lo zittisce è lo stesso giornale che esibisce come editorialista il procuratore capo di Torino, Armando Spataro?



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