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SPY FINANZA/ Tra Deutsche Bank e Grecia, così le banche "dettano legge"

Pubblicazione:lunedì 9 maggio 2016

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Al prosciugarsi del Pil, l'onere del debito della Grecia aumentava, impedendo al Paese di recuperare solvibilità. Proprio oggi è in programma un Eurogruppo straordinario ad hoc, ma in pochi prevedono il raggiungimento di una soluzione, necessaria al più tardi entro luglio, quando la Grecia sarà insolvente in relazione ai debiti obbligazionari (3,5 miliardi dovuti alla Bce), a meno che un accordo non sblocchi un nuovo piano di aiuti. Il dato più pesante è il 3,5% del Pil, ovvero il target per l'avanzo primario definito nell'accordo di salvataggio dello scorso anno. Il problema è che per soddisfare i calcoli di quei sapientoni del Fmi, respingendo la richiesta di un target inferiore, la Germania e il resto della zona euro hanno richiesto alla Grecia l'adozione del taglio di un 2% extra del Pil, che scatterà automaticamente se il bilancio mancherà il traguardo.

Stando agli advisor, il pacchetto di austerità del 5%, ovvero di quasi 9 miliardi di euro, va decisamente oltre quanto il governo Tsipras possa ottenere in Parlamento, tanto più che l'opposizione ha già dichiarato che non accetterà simili tagli. Insomma, prepariamoci a una bella estate bollente in stile 2011. Ma sapete perché si sta giocando con il destino della Grecia da sei anni ormai, senza risolvere il problema, nonostante miliardi e miliardi di aiuti sborsati? Ce lo ha svelato nel fine settimana la European School of Management and Technology di Berlino, quindi una fonte certamente non tacciabile di sentimenti anti-tedeschi.

Bene, stando al loro studio appena pubblicato, circa il 95% dei 220 miliardi di euro sborsati in questi alla Grecia attraverso il meccanismo di bail-out sono serviti a salvare il sistema bancario europeo. Ovvero, 210 miliardi di euro sono stati incanalati nel settore creditizio, mentre solo il 5% è finito nella casse statali greche. Intervistato dal quotidiano finanziario Handelsblatt, il direttore del centro, Jorg Rocholl, ha così definito la situazione: «Europa e Fmi negli anni precedenti hanno soprattutto salvato le banche e altri creditori privati. Gli economisti che hanno preso parte al nostro studio hanno analizzato ogni singolo prestito separatamente e hanno stabilito dove il denaro andava a finire, concludendo che solo 9,7 miliardi di euro - meno del 5% del totale - è realmente andato a finanziare il budget ellenico per il benessere dei cittadini. Questo è un qualcosa che tutti quanti sospettavano, ma ora abbiamo la conferma scientifica». Mettetevi l'anima in pace, comandano loro. 



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