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FINANZA/ Deaglio: ecco le regole che lasciano l'Italia nel pantano

Pubblicazione:venerdì 10 giugno 2016

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La ripresa non è uno sprint da centometristi, quanto piuttosto una maratona. Quindi non ha senso monitorarla giorno per giorno, perché i tempi sono fisiologicamente più lunghi: si misura come minimo in trimestri. La ripresa va calcolata nel medio-lungo periodo, e in questo credo che abbia ragione Padoan: la somma e l’intensità dei segni positivi hanno una tendenza ad aumentare. Che poi la tendenza possa avere dei mesi in cui si indebolisce e altri in cui aumenta è un fatto fisiologico. In un’economia che sta cambiando soprattutto per effetto dell’elettronica è difficile andare al di là della tendenza. Da un punto di vista politico, per le opposizioni è facile sottolineare tutte le fasi leggermente negative all’interno di questa tendenza per sostenere che la ripresa non c’è.

 

Lei dove la vede la ripresa?

Nell’edilizia cominciamo a registrare degli indicatori abbastanza solidi che rappresentano dei segni premonitori come la conclusione di mutui e l’inizio di nuovi cantieri. L’effetto complessivo sull’economia italiana si vede però dopo un certo tempo. I mutui devono trasformarsi in lavoro per gli architetti, capitolati, contratti con le imprese, e solo a quel punto si inizia a lavorare nei cantieri. Tutto questo richiede dei tempi lunghi. Proprio per questo, la vera riforma che non è mai stata fatta è quella che riguarda l’autorizzazione dei lavori e degli impianti, cioè tutto quello che tocca gli investimenti.

 

(Pietro Vernizzi)



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