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Economia e Finanza

Banche / UniCredit, un gioco del cerino da 27 miliardi

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Neppure su questo versante il vertice UniCredit accetta però di prestare il fianco: la linea difensiva tratteggiata da Vita - ma al centro anche di altri articoli di stampa di questi giorni - è attestata sul versante legale. In breve: UniCredit lo scorso settembre aveva assunto solo un pre-impegno contrattuale con la popolare di Vicenza. Quando "l'ora X" dell'aumento si è approssimata e il mercato ha mostrato tutta la sua freddezza, in estrema sintesi, Unicredit non avrebbe fatto altro che avvalersi di una clausola contrattuale. Niente debolezza patrimoniale, niente errori manageriali, niente di cui il vertice UniCredit debba rendere conto al mercato.

Ancora una volta: tutto sarebbe l'esito di una lettura distorta da parte dei mercati, in parte alimentata dai media, certamente influenzata dalla pressione regolamentare della Bce e dalla cattiva nomea corrente del sistema bancario.

Il braccio di ferro sembra destinato a continuare a lungo. Per Vita durerà almeno due mesi e verterà sulla scelta del nuovo capo-azienda. Sarà curioso vedere se i mercati saranno d'accordo: sui tempi e sul nome del gioco.

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