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Economia e Finanza

GEO-POLITICA/ Da Orlando agli Europei, le "strane manovre" sull'insicurezza

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Eh già, perché da buon jihadista, prima di operare la mattanza di Orlando, Mateen ha telefonato al 911 per rivendicare l'atto a nome del Califatto. Il quale, a cose fatte, ha definito l'attentatore «uno di noi». Voi non sentite un odore di bruciato lontano un miglio? Ieri, poi, nel corso dei controlli al Gay Pride di Los Angeles è stato arrestato un uomo in possesso di esplosivo e armi: tenere alta la tensione su un nervo scoperto della società è fondamentale, soprattutto se uno dei due candidati alla presidenza è odiato dalla cosiddetta comunità Lgbt. 

Viviamo tempi pericolosi e questo non vale solo per gli attentati di matrice islamica come quello di Orlando e per le mille ombre che portano con sé. Pensate alla psicosi collettiva sul Brexit che da una settimana sta schiantando le Borse. Da un lato è un comodo alibi per mascherare altre magagne, ovvero il fatto che Milano si schianta perché il comparto bancario è alla canna del gas, con le sofferenze in aumento di altri 2 miliardi di euro nell'ultima rilevazione della settimana scorsa: ma tranquilli è colpa del Brexit. Ieri alle 13, il Ftse Mib perdeva oltre il 2,2% ma contemporaneamente la Borsa del Cairo perdeva il 4,31%: colpa del Brexit anche in Egitto, a vostro modo di vedere? Per non parlare della deriva austriaca in atto, visto che se venerdì sera un sondaggio Ipsos pubblicato dall'Independent dava il fronte del Brexit in vantaggio di 10 punti su chi voleva restare, domenica un altro sondaggio, questa volta di Opinium, dava il fronte dell'abbandono dell'Ue in vantaggio addirittura di 19 punti, 52% a 33%. Balle, esattamente come i 10 punti di vantaggio millantati dalla stampa austriaca prima del secondo turno delle presidenziali per agitare il fantasma nazista dell'Fpo e spingere più gente possibile al voto. Il massimo vantaggio che può avere il Brexit oggi, stando a rilevazioni di flussi demoscopici serie, è di 5 punti percentuali e a fare la differenza sarà il voto giovanile, visto che l'età per pronunciarsi è 16 anni e il governo sta battendo a tappeto le scuole per reclutare la "generazione Erasmus" e tramutarla nella sua arma segreta. 

E sapete cosa vi dico, che ingenerare senso di insicurezza e riportare la gente verso la stabilità dell'establishment e dei partiti tradizionali caduti in disgrazia, è una priorità di chi sta nella stanza dei bottoni. E quale miglior palcoscenico dell'Europeo di calcio in corso in Francia, panem et circenses allo stato puro, in eurovisione e in HD. Dall'inaugurazione a oggi hanno fatto più notizia gli scontri tra hooligans che i gol in campo e questo in un Paese dove, grazie alla legislazione di emergenza messa in Costituzione dopo gli attentati del 13 novembre scorso a Parigi, il presidente ha poteri pressoché assoluti e la polizia mano non libera ma liberissima. Com'è possibile che un apparato che dovrebbe contrastare l'Isis si faccia cogliere impreparato - per tre giorni di fila - da qualche centinaio di ultras ubriachi? Va bene la prima volta, va bene la seconda, ma ora sembra davvero fatto apposta per generare tensione: casualmente, poi, chi c'è in prima linea, anche nella minacce della Uefa? La Gran Bretagna che sta tenendo il mondo con il fiato sospeso e la Russia, perenne bersaglio da quando il Cremlino ha rovesciato il tavolo, prima in Ucraina e poi in Siria. Rifletteteci. Niente succede a caso. 

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