BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

BREXIT/ Così possiamo "sbarazzarci" della Germania (ma non dell'Europa)

Pubblicazione:

Angela Merkel (Infophoto)  Angela Merkel (Infophoto)

I mercati sono inquieti non tanto per l’eventuale uscita di Londra dall’Ue, di fatto già avvenuta quando ha ottenuto qualche mese fa la facoltà di non aderire al progetto di unione politica e monetaria, cioè al Trattato di Maastricht, ma perché non è chiaro come e se il mercato inglese verrà ri-associato a quello europeo continentale. Questo è il punto fondamentale che riguarda anche l’ipotesi di altre defezioni da parte di 7 delle 10 nazioni “non euro” che non vogliono adottare la moneta unica.

La Germania, attraverso le parole del ministro delle finanze Schauble che Merkel per motivi diplomatici non può usare, ha preso una posizione punitiva nei confronti di Londra per dissuadere l’uscita di altre nazioni dall’Ue: non sperino gli inglesi di ottenere un nuovo trattato di associazione economica, o dentro o fuori.

Io trovo sbagliata tale posizione. Evidentemente il progetto unionista non riesce a essere un modello federatore per tutti gli europei. Una logica politica razionale suggerirebbe di prenderne atto e di cercare un altro meccanismo federatore più realistico. Che è semplice: chi non vuole partecipare all’Ue può uscirne e subito riassociarsi con un trattato di libero scambio, rafforzato dall’adesione a standard comuni, che replichi le condizioni attuali di partecipazione al mercato unico.

Se il mercato finanziario potesse scommettere su questa soluzione in caso di vittoria della Brexit - improbabile ma non escludibile - non vedrebbe grandi rischi né nel caso specifico, né in quello di altre uscite da parte di nazioni non euro. L’exit di nazioni euro sarebbe destabilizzante, ma la riorganizzazione più flessibile della relazione tra Eurozona e nazioni che non vogliono aderire al progetto unionista, anche perché le regole depressive Ue ne soffocano la crescita, salverebbe il mercato integrato europeo.

Il negare tale soluzione da parte della Germania è un atto irresponsabile e ne svela la paura di perdere il dominio sul sistema e il conseguente vantaggio da signoraggio (geo)economico. Per questo la questione inglese è in realtà un ritorno della secolare “questione tedesca” in Europa.


  PAG. SUCC. >


COMMENTI
16/06/2016 - Integrazione favolosa fra USE e USA! (Silvano Rucci)

Gli Stati Uniti Europei dovrebbero non sovrapporsi agli Stati Uniti Americani ma confrontarsi e collaborare fra di loro. Dai questi futuri rapporti maturati nel tempo le differenze storiche, linguistiche, economiche e culturali non li separerebbero! Li porterebbero a mio avviso ad una integrazione favolosa!

 
15/06/2016 - L'Ue imploderà (Carlo Cerofolini)

Se per USE si intende una unione sovrapponibile agli USA, a mio avviso, questo non sarà mai possibile, perché troppe differenze storiche, linguistiche, culturali e economiche separano l’Europa dagli Stati Uniti e l’Ue così male concepita non potrà che implodere miseramente e, temo, con danni collaterali non indifferenti per tutti. Sperare inoltre che le varie nazioni, specie quelle egemoni (la Germania soprattutto) abbandonino i loro egoismi penso sia un vasto programma.

 
15/06/2016 - Quando avverranno gli Stati Uniti of Europa? (Silvano Rucci)

Un principio molto semplice sarebbe che le "Regole del Gioco" dovrebbero essere rispettate e valere per tutti! Invece assistiamo al fatto che ciascun Paese pensa al proprio "Orticello" da coltivare a tutti i costi, anche uscendo non solo dalla UE ma anche dalle Regole! Quando avverranno gli Stati Uniti of Europa?