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SPILLO/ Microsoft si "pappa" LinkedIn e la logica del gratis

Pubblicazione:mercoledì 15 giugno 2016

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Il mondo dei social diventa un po’ meno “soft” e più “hard”. Il senso della maxi-acquisizione di Linkedin da parte di Microsoft è forse anche questo. Il leader mondiale del software non è un campione del web. Rende possibile la gran parte delle relazioni web con i suoi sistemi operativi che sono quasi monopolisti, ma vende soluzioni brevettate, soggette a copyright, e non gli è mai interessato più di tanto vivere di contatti fugaci e numerosissimi, come fanno Google o Facebook. Preferisce avere clienti paganti.

Microsoft compra, con Linkedin - osserva Andrea Granelli, fondatore di Tin.it e vero “pioniere” italiano del web, di cui è tuttora tra i più acuti analisti - “una piattaforma chiave per offrire servizi di smart-working alle aziende o anche ai privati in una logica specialistica, professionale, da business to business”.

E in effetti, Linkedin è noto, in tutto il mondo, come il social network dei professionisti, che ha disintermediato molti portali di ricerche di personale qualificato creando al proprio interno delle comunità numerosissime di colleghi, o comunque di esperti settoriali, che sul social cercano nuove opportunità di lavoro, da fare o da dare, ma si scambiano anche esperienze e competenze.

Poi, per carità: Linkedin è comunque un social network, raccoglie continuamente un’enorme mole di dati sui suoi utenti, e questi dati sono preziosi a chi possa adoperarli, ma non tanto per bombardare i malcapitati con pubblicità più o meno inutili, come stanno finendo goffamente col fare gli altri social, Facebook compreso, ottenendo peraltro risultati sempre più magri, ma per meglio orientare l’offerta di servizi reali. Quindi a pagamento.

È così che fa Microsoft: vende in tutto il mondo, quasi sempre “bundled” (cioè indissolubilmente abbinati ai computer) i suoi sistemi operativi monopolisti nel mondo, con l’unico rivale della Apple; vende il pacchetto Office; vende i servizi a valore aggiunto di Skype, vende il sistema di gestione aziendale integrale che si chiama Dynamics: altro che spottini, e video e banner. Quelli pure li vende, sul portale Msn, che però non è mai stato leader e, con molta evidenza, difficilmente lo diventerà.

Una bella mossa, non c’è che dire: anche se è presto per stabilire se l’acquisizione valga o meno i 26 miliardi di dollari sborsati, che valorizzano le azioni di Linkedin a un prezzo doppio di quello trattato in Borsa oggi. Linkedin è comunque a oggi la singola acquisizione più grande del gruppo fondato da Bill Gates. E che il colosso di Redmond ci creda è dimostrato anche dalla considerazione del momento particolare in cui l’acquisizione è avvenuta: Linkedin, nonostante i suoi 400 milioni di utenti, ha avuto un mediocre 2015, e l’ultimo trimestre si è chiuso con una piccola perdita, 8,4 milioni di dollari, nonostante la crescita dei ricavi a quota 2,99 miliardi. 


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