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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Il "mondo alla rovescia" creato da Draghi

Mario Draghi (Infophoto)Mario Draghi (Infophoto)

E la riprova ce l'abbiamo in casa, ovvero Telecom Italia, la quale ha infatti rating speculativo, cioè non investment grade come richiesto da mandato della Bce, per due agenzie di rating su tre, ovvero per Moody's Investors Service e Standard&Poor's Global Ratings. Di più, i bond di Telecom fanno parte del Bank of America Merrill Lynch's Euro High Yield Index, mentre i suoi credit default swaps fanno parte del Markit iTraxx Crossover Index, il quale è collegato ad aziende con i rating più soggetti a denominazione junk. Per le due agenzie di rating prima citate, Telecom è rispettivamente a Ba1 e BB+ dal 2013 e resta in investment grade solo per Fitch, la quale però non solo garantisce l'IG al nostro colosso delle telecomunicazioni solo per un gradino, ma il novembre scorso ha messo in revisione l'outlook sul gruppo, passando da stabile a negativo. 

Per Alex Everton, fund manager a Parigi per Oddo Meriten Asset Management, «Telecom Italia è fermamente al punto più debole dello spettro di acquisti possibili per la Bce». Insomma, Telecom può piazzare il suo debito alla Bce solo grazie alla valutazione di Fitch. E cosa succederebbe se quest'ultima operasse un downgrade sul rating di Telecom Italia, portandola in status di junk per tutte e tre le agenzie? Niente, nel meraviglioso mondo delle Banche centrali e del mercato drogato, non accadrebbe nulla. E sapete perché? Perché la Bce stessa, la scorsa settimana, ha detto chiaro e tondo che i bond acquistati possono essere tenuti in detenzione anche se nel frattempo perdono il loro rating investment-grade: della serie, mettiamo le mani avanti. 

Ironicamente, poi, questo sta avvenendo in contemporanea con la nuova crociata di Mario Draghi affinché i governi accelerino il processo di riforme, quasi a voler rispondere alle critiche del capo economista di Deutsche Bank, David Folkerts-Landau, il quale ha affondato la lama nel ventre del Qe: «Auto-eleggendosi salvatore di ultima istanza dell'eurozona con il whatever it takes, la Bce ha permesso ai politici di starsene seduti con le mani in mano e non fare nulla rispetto a consolidamento fiscale e aumento della crescita». Avete capito in che mondo ci fa vivere la ricetta di Draghi? In uno in cui chi risparmia viene punito dai tassi negativi, mentre gli speculatori ricevono un premio. Un mondo dove aziende disfunzionali sopravvivono, mentre quelle sane hanno troppa paura a investire. Un mondo dove per i governi è sparito non solo il costo del finanziamento, infatti i debiti pubblici sono tutti in crescita ma anche il premio di rischio sugli spread, visto che la Bce lo ha fatto artificialmente sparire dal mercato dei bond sovrani con i suoi acquisti. 

Le riforme? C'è tempo: prima il Brexit, tre giorni dopo il voto politico in Spagna che sappiamo già finirà in una nuova impasse, poi il referendum in Italia. Finché c'è la Bce che compra, chi lo fa fare ai politici di rischiare la ghirba con le riforme? E attenzione, perché a oggi già il 15% di tutti i corporate bonds dell'eurozona porta rendimenti negativi. Se parte la sell-off, sarà diluvio. E allora Draghi dovrà comprare la luna. 

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