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SPY FINANZA/ I "disastri" dell'Europa in Grecia

Pubblicazione:sabato 18 giugno 2016

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Giocano anche a fare i capricci, sulla pelle dei greci. Ecco per quale idea di Europa è morta Jo Cox, 41 anni spezzati da un folle e una vita passata a credere negli ideali. Gli stessi che l'Europa calpesta e oltraggia ogni giorno. Spero che gli inglesi, popolo che conosco e che apprezzo, non si facciano abbindolare e votino con freddezza e pragmatismo: spero, dal profondo del cuore, che scelgano il Leave, l'abbandono dell'Ue. Per due motivi: primo, ne accelererebbero la fine. Secondo, paradossalmente sarebbe il modo migliore di onorare la memoria di Jo Cox. Sì, perché in base a quello che ho letto di lei, dubito si riconoscesse in un'Europa che impone alla Grecia ciò che la Banca centrale ellenica ha scritto nel suo Monetary Policy Report 2015-2016 appena pubblicato: ovvero, che l'Europa uccide. 

Già, basta andare al capitolo Reforms in health, economic crisis and impact on the health of population per trovare conferma di ciò, scritto nero su bianco e documentato dai numeri, dalle fredde cifre. La salute fisica e mentale dei greci sta deteriorando a livelli mai visti in un Paese sviluppato, sia per l'insicurezza economica che per l'alta disoccupazione che per il crollo dei redditi e lo stress quotidiano. E la cosa più allucinante che è la stessa Banca centrale ad ammettere che i cittadini hanno dovuto sì tagliare all'osso il loro ricorso a cure mediche per problemi economici, ma anche che questo trend di mortalità e malattia devastante è dovuto a tagli draconiani e carenze da Paese africano del sistema sanitario nazionale. 

Il report dice chiaro e tondo che «mentre ci vuole un po' di tempo a tracciare gli effetti di lungo termine, il trend ci mostra un deterioramento della salute dei greci corrispondente con gli anni dell'austerità, dei tagli e degli accordi con l'Ue. Sono aumentati i suicidi, poiché ai cosiddetti fattori primari di rischio (condizioni mediche e psichiche) si sono andati ad affiancare con enorme aumento quelli secondari (situazione economica) e terziari (età, genere). La mortalità infantile è salita di quasi il 50%, sia per l'aumento dei casi di morte per bimbi di età inferiore di un anno che per la decrescita delle nascite, un secco -22,1%. La mortalità infantile è passata dal 2,65% del 2008 al 4,75% del 2014». È in aumento anche la percentuale di popolazione che soffre di patologie mentali, soprattutto di depressione. Nel 2008 era il 3,3% salito al 6,8% l'anno dopo e arrivata all'8,2% nel 2011. E poi, sempre in salita, fino al 12,3% nel 2013. Nel 2014, il 4,7% della popolazione greca sopra i 15 anni dichiarava di soffrire di qualche forma di depressione contro il 2,6% del 2009. E ancora, le malattie croniche sono aumentate del 24%, tanto che la Bank of Greece arriva a scrivere che «gli ampi tagli alla spesa pubblica non sono stati accompagnati da cambiamenti o miglioramenti nel servizio sanitario nazionale, al fine di limitare le conseguenze per i cittadini più deboli e per i gruppi sociali più vulnerabili». 


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