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SPY FINANZA/ I "disastri" dell'Europa in Grecia

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Ecco qualche altro numero, registrato dall'istituto statistico greco Elstat e confermato dal governatore della Banca centrale nel report: aumento del 24,2% delle persone con più di 15 anni che soffrono di malattie o problemi cronici di salute; aumento di oltre il 15% di persone con attività limitata per problemi di salute nel solo 2014; aumento del 19% nel periodo 2008-2010 di neonati con problemi di sottopeso (meno di 2,5 chilogrammi), situazione che spesso è associata a effetti negativi di lungo termine sulla salute e lo sviluppo del bambino. 

Citando dati Ocse, la Bank of Greece sottolinea poi che il 79% della popolazione greca non è coperta da assicurazione medica e vive in situazioni di mancanza di cure e medicinali a causa della disoccupazione di lungo termine, con gli stessi lavoratori autonomi che non riescono a pagare i contributi sociali dovuti. Di più, stando a un sondaggio compiuto da Elstat nel 2014, una larga parte della popolazione sopra i 15 anni con necessità di cure mediche non poteva ottenerle a causa di mancanza di mezzi finanziari: il 13% della popolazione non riceve cure o trattamenti medici, il 15,4% non riceve cure dentistiche, il 4,3% non riceve cure per disturbi mentali, l'11,2% non può permettersi le medicine che gli vengono prescritte dal medico. Parliamo di un Paese europeo nell'anno del Signore 2016, non dell'Africa sub-sahariana. 

Lo stesso sondaggio mostra un decremento nelle ammissioni in ospedali privati e l'aumento in quelli pubblici con l'effetto di creare una sovrabbondanza di domanda che intasa le strutture, già alle prese con tagli al personale e al budget in ossequio all'austerity che tanto piace a Schaeuble e Juncker: nel 2009 le ammissioni negli ospedali pubblici erano a quota 1,6 milioni, nel 2014 erano a 2,5 milioni. Altre cifre, visto che la percentuale di cittadini che necessita di cure mediche o infermieristiche e che le ha ricevute in ritardo o per nulla sta continuando a salire: il 13,1% ha dovuto fare i conti con liste d'attesa infinite, il 6,1% con problemi di trasporto o eccessiva distanza di ospedali o ambulatori e il 9,4% per mancanza di medici o personale specializzato. 

Ecco la chiusa della Bank of Greece nel suo report: «La crisi economica e la svalutazione del sistema sanitario nazionale minacciano di comprimere e accorciare l'aspettative di vita media». Per questo è morta Jo Cox, a vostro avviso? Per un'Europa che ieri ha visto la Borsa di Milano volare e i titoli bancari sospesi per eccesso di rialzo, tutto perché tre colpi di pistola hanno allontanato lo spettro del Brexit? Vi piace questa Europa? Vi piace l'Europa suicida e criminale che proprio ieri ha onorato la memoria di Jo Cox prorogando per un altro anno le sanzioni economiche contro la Russia, ovvero verso chi ha depotenziato e forse colpito mortalmente l'Isis in Siria e Iraq e che non ha mai compiuto un singolo atto ostile contro l'Ue? Vi piace l'Europa vassalla degli Usa, campo di gioco del Dipartimento di Stato e delle sue strategie geopolitiche di destabilizzazione e caos? Vi piace l'Europa che subisce imbelle quella che è un'invasione di clandestini e la messa in discussione dei suoi equilibri etnici, religiosi e sociali secolari? A me no, fa vomitare. 

E attenzione, perché qui il rischio non è più di crisi sui mercati o di voto di protesta alle elezioni, è molto maggiore. Vi lascio con le parole di Marc Lazar, politologo e professore alla Sciences Po di Parigi e alla Luiss, intervistato l'altro giorno da Repubblica rispetto alle tensioni sociali nel suo Paese: «Nonostante i proclami, dopo quattro anni di Hollande la Francia è sempre più spaccata. Paura e tensioni sono molto diffuse nella società. E c'è una radicalizzazione preoccupante di alcuni gruppi, molto organizzati, che presto forse potrebbero prendere le armi. E far ripiombare la Francia in nuovi anni di piombo». L'Italia non è in una condizione differente, sappiatelo. 

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