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Economia e Finanza

RIPRESA?/ Italia, il "passo indietro" che riavvicina la Troika

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Quello che si può dire di sicuro è che l’incertezza è massima, in quanto un evento di questo genere sarebbe senza precedenti. Non è mai accaduto che democraticamente un Paese decidesse di uscire dall’Ue. Vorrei però sottolineare un’altra cosa.

 

Prego…

Ci si lamenta molto di tutto quello che accade in Europa, dai populismi alla Brexit, dimenticando che l’origine ha un solo nome: le politiche di austerità. È da qui che nascono questi rivolgimenti profondi che stanno attraversando il Vecchio Continente.

 

Ora però i tempi della Troika sembrano appartenere al passato…

Non è affatto così. Dopo la discussa relazione del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, alcuni economisti stanno prospettando la possibilità che la Troika metta piede anche in Italia. Se all’austerità mai del tutto abbandonata e a una situazione di continuo arretramento rispetto agli altri Paesi noi dovessimo aggiungere l’arrivo di questi personaggi che mediamente ne sanno dieci volte meno di un comune cittadino, mi aspetto solamente un ulteriore inasprimento dei sacrifici imposti agli italiani.

 

Che senso avrebbe mandare la Troika in Italia?

Il messaggio sarebbe che le riforme attuate nel nostro Paese non sono sufficienti. La prima riforma che si attuerebbe è il taglio del cuneo fiscale. Quando però si afferma che bisogna tagliare il cuneo fiscale, ci si dimentica del fatto che quest’ultimo finanzia le spese sociali. Qualcuno deve venirmi a spiegare come si possano tenere in piedi la sanità, le pensioni e l’istruzione senza trovare il modo di finanziarle. La Troika imporrebbe inoltre delle riforme di lavoro e pensioni, come se quelle attuate non fossero state sufficienti, e le privatizzazioni, perché in una fase in cui noi andiamo più lenti degli altri siamo anche più a buon mercato.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
02/06/2016 - Troika (delfini paolo)

Uno dei grandi problemi dell'Italia è proprio la sottomissione alla troika.