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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Italia, Spagna e Portogallo: chi lascerà per primo l'euro?

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Inoltre, data l’incertezza su come funzionerà la garanzia dello Stato (Gacs) e il Fondo Atlante per i crediti deteriorati è difficile intravedere come si creerà un prezzo di equilibrio per le sofferenze: «Dal nostro punto di vista, fino a quando le banche italiane non affronteranno i loro problemi di bilancio, non vediamo un’inversione della loro sottoperformance in borsa. Per cui, continuiamo a vederle come trappole di valore scambiando a 0,45 volte il tangible book value per un Rote 2017 del 6,2%». E a parlare non sono giornalisti e bancari da quattro soldi, ma i professionisti di una primaria banca d’affari. 

Ciò che è chiaro, dopo questo incontro con le banche italiane, è che permane l’assenza di domanda solvibile di credito in Italia: «Crediamo che questo sia in risposta alle prospettive economiche incerte. Pertanto, facciamo fatica a vedere una crescita dei prestiti delle banche italiane senza che aumentino la curva del rischio e i rischi sul bilancio». Con una scarsa domanda solvibile di credito, le banche italiane sono costrette a competere sui prezzi per proteggere i volumi dei prestiti. Inoltre, il beneficio dalla valorizzazione del portafoglio sta cominciando a scemare, mettendo ulteriore pressione ai ricavi degli istituti. Il consenso attualmente prevede un calo medio del 3,4% del margine di interesse delle banche italiane quest’anno e un’inversione di tendenza il prossimo anno con una crescita dell’1,5%: «Invece noi crediamo che questo non sia realistico, infatti ci aspettiamo pressione sul net interest incomedelle banche italiane per un periodo di tempo prolungato». 

E i mercati volatili avranno un impatto anche sulle commissioni di performance, come evidenziato da Gam Holding con il profit warning di questa settimana: «Per questo rimaniamo preoccupati sulla sostenibilità delle commissioni tanto più che molti dei venti favorevoli che hanno aiutato questa crescita, come il calo dei rendimenti dei bond, si stanno placando. Con gli investitori che sembrano diventare più avversi al rischio a causa delle prospettive economiche, vediamo spazio per ulteriori delusioni sulle commissioni». Non solo. Il broker resta preoccupato anche per i 360 miliardi di euro di Npl lordi in essere (circa il 18% dei prestiti) nel sistema bancario italiano: «Di questi 210 miliardi di euro sono sofferenze, che sono il peggior tipo di Npl. Il mercato valuta questi prestiti a 0,18-0,20 euro, ma sono attualmente contabilizzati nei bilanci delle banche a 0,41 euro. Ciò implica perdite su crediti supplementari per almeno 45 miliardi di euro. Il Gacs e il Fondo Atlante sono insufficienti ad affrontare questo problema, a nostro avviso», indicano a Berenberg. Le stesse banche restano incerte su come Atlante acquisterà i Npl: quali sofferenze? A quale prezzo? Da chi li comprerà? 

Inoltre, molte banche sembrano riluttanti a utilizzare la garanzia di Stato (Gacs), comunque la stanno esaminando. «Facciamo fatica a vedere come Atlante potrà fare progressi significativi nella riduzione dei Npl del sistema. Dei 4,25 miliardi di euro di potenzia di fuoco del fondo, 1,5 miliardi sono stati utilizzati per ricapitalizzare la Banca popolare di Vicenza e sembra che 1 miliardo sarà necessario per ricapitalizzare Veneto Banca. Questo lascia solo 1,75 miliardi di euro per far fronte ai Npl contro potenziali ulteriori svalutazioni per almeno 45 miliardi di euro, Atlante è quindi insufficiente», concludono gli analisti di Berenberg.