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VISTO DALLA CITY/ Londra avverte la Gran Bretagna: da Brexit solo danni a Borsa e sterlina

Pubblicazione:lunedì 20 giugno 2016

Il premier britannico David Cameron (Infophoto) Il premier britannico David Cameron (Infophoto)

“Questo non è un altro caso Lehman,” scrive l’istituto, riferendosi alla banca americana il cui fallimento per la crisi dei subprimes si rivelò contagioso. Resta poi da vedere se una Brexit istigherebbe un’ondata di referendum secessionisti in altri paesi membri dell’UE dove l’opinione pubblica su Bruxelles e le sue istituzioni è ai più bassi livelli. Anche la richiesta d’indipendenza della Scozia potrebbe tornare sul tavolo, conclude l’IIF.

La City di Londra sarebbe poi direttamente colpita da un’uscita dall’Europa perchè perderebbe il suo status di centro finanziario internazionale. Gli operatori della finanza dovrebbero aprire uffici (anche se molti già da anni lo hanno fatto) in altri paesi europei. Questo comporterebbe costi aggiuntivi e trasferimenti di personale. I francesi si sono già fatti avanti e con lo slogan “welcome to Europe” hanno invitato i banchieri della City a trasferirsi Parigi. La scorsa settimana, dopo che alcuni sondaggi hanno mostrato un vantaggio significativo del fronte Leave, gli investitori si sono rifugiati nel debito sovrano mandando a picco sterlina e azioni domestiche. Per questi giorni prima del referendum aspettiamoci nuova turbolenza.



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