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VISTO DALLA CITY/ Londra avverte la Gran Bretagna: da Brexit solo danni a Borsa e sterlina

Nonostante l'pmicidio Cox, Brexit promette tensioni fino all'ultimo. Dalla City un "warning" alla Gran Bretagna: dalla vittoria del Leave solo danni all'economia. CRISTINA BALOTELLI

Il premier britannico David Cameron (Infophoto) Il premier britannico David Cameron (Infophoto)

La campagna per il voto dentro o fuori dall’Europa è ufficialmente ripresa in Gran Bretagna dopo la breve sospensione decisa per rispetto a Jo Cox, la giovane parlamentare del partito Labour assassinata venerdì scorso in West Yorkshire.

Mancano solo quattro giorni al referendum Brexit. I primi poll dopo la tragica morte della Cox danno in leggero vantaggio il fronte Remain, dopo che per una settimana era prevalso l’orientamento a lasciare l’Europa. Tuttavia altri sondaggi mostrano un serrato testa a testa. E’ forse un pò azzardato ipotizzare che la tragedia che ha sconvolto il Paese possa avere influenzato gli indecisi contro la Brexit. La pausa di riflessione per il lutto ha ammorbidito i toni della campagna referendaria. Ai principali argomenti usati dalle due opposte coalizioni, l’economia e l’immigrazione, si sono aggiunte sollecitazioni sull’importanza di un voto per la democrazia e la società del futuro.

Nella City, centro finanziario del Regno Unito e dell’Europa, prevale l’argomento economico. Le grandi banche, i gestori finanziari, le boutique d’investimento e le multinazionali stanno da mesi studiando come organizzarsi in uno scenario di Brexit. La grande maggioranza è schierata a favore dell’Ue. E’ nel loro interesse che si mantenga lo status quo perchè i rischi che pesano sulle decisioni d’investimento sono molti. Si teme una possibile fuga degli investitori internazionali dal mercato azionario e obbligazionario UK, un aumento del deficit del Regno Unito, il deprezzamento della sterlina (peraltro già in atto), la perdita di posti di lavoro, e costi aggiuntivi per il business. Nell’incertezza molte organizzazioni hanno congelato le nuove assunzioni e rimandato al dopo-referendum importanti decisioni.

Rivel Research Group, una società di marketing che analizza il feedback degli investitori globali, ha pubblicato uno studio in cui emerge che la maggior parte si sta preparando a uno shock sul mercato azionario UK e teme che Brexit danneggerà l’economia europea. Solo il 3% degli investitori britannici crede che lo stato di salute dell’economia europea migliorerebbe se la Gran Bretagna uscisse dall’UE, rivela lo studio che ha raccolto i pareri di 333 investitori “buy-side” globali. Il sentiment negativo, inoltre, è più forte tra gli investitori dell’Europa continentale perchè solo il 2% degli intervistati si aspetta che l’economia europea possa andare meglio in un futuro senza la Gran Bretagna. Al contrario, il 78% degli investitori UK intervistati e il 77% di quelli europei crede che l’economia UE migliorerà se la Gran Bretagna resta.

Più dei due terzi degli investitori britannici intervistati si aspetta inoltre un impatto negativo sull’appeal delle azioni domestiche e il 76% degli investitori del Continente condivide questa posizione. Anche per l’Institute of International Finance, associazione globale dell’industria finanziaria, un voto pro-Brexit potrebbe avere un grande impatto sul mercato, esacerbando la caduta già in atto dell’azionario globale e dei rendimenti delle obbligazioni governative. Dollaro e yen ne trarrebbero vantaggio a scapito di sterlina, euro e divise dei mercati emergenti. Tuttavia, aggiunge l’IIF, la volatilità sul breve termine in caso di Brexit risulterebbe contenuta grazie alle misure per stimolare liquidità messe in atto dalla banca centrale.