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FINANZA/ Palenzona, Montezemolo, Passera, Caltagirone: rotta Milano per i profughi del potere

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Corrado Passera (Infophoto)  Corrado Passera (Infophoto)

Fra Roma e Torino c'è un altro personaggio ritrovatosi straniero in casa: Luca di Montezemolo. È contro la vecchia Torino del superatissimo compromesso storico Fiat-Pci che la Appendino è scesa in campo e ha vinto.È a favore del progetto "Olimpiadi a Roma 2024", visto che il vecchio general manager di Italia '90 e in parte di Torino 2006 si era fatto fotografare assieme con il presidente del Coni Giovanni Malagò: progetto targato Pd renziano, stampella per Giachetti. Ora Montezemolo si ritrova solo vicepresidente di UniCredit: e forse solo formalmente rappresentante di Al Aabar, fondo sovrano di Abu Dhabi. Dietro il tentativo di blitz su Passera Ceo in Piazza Gae Aulenti è visibile anche la sua mano. Non l'unica.

Dietro i bagliori e le cortine fumogene che accompagnano la disfida di UniCredit anche Fabrizio Palenzona, altro potente vicepresidente, sta forzando i tempi. Anche l'ex presidente dc della Provincia di Alessandria rischia di trovare sbarrate le porte di Torino, dove ha sede quella Fondazione Crt: cioè da vent'anni il piedistallo di un potere personale che - al suo massimo - ha spaziato da Mediobanca ad Autostrade, agli Aeroporti di Roma.

Sarà la Milano di Sala il grande "Cara" finanziario-renziano dei profughi e migranti del potere finanziario minacciata dall'ondata grillina, nata nelle molte piazze del risparmio tradito?

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