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DOPO IL VOTO/ Renzi e la "guerra delle promesse" che può bloccare l'Italia

Pubblicazione:mercoledì 22 giugno 2016

Pier Carlo Padoan (Infophoto) Pier Carlo Padoan (Infophoto)

Non ho la sfera di cristallo, ma temo molto il contesto esterno di una campagna referendaria dura e permanente. Anziché discutere nel merito, si stanno facendo degli strani ragionamenti che riguardano la persona di Renzi e il suo stile di governo da uomo solo al comando. Si discute molto del combinato disposto tra la riforma costituzionale e la legge elettorale, affermando che porta a una deriva autoritaria. Si dimentica però che noi non andremo a votare sull’Italicum, che può essere modificato con una legge ordinaria.

 

Che cosa si attende all’orizzonte?

Vedo soprattutto una grande confusione. Non a caso il Comune di Napoli ha approvato una delibera contro la deriva autoritaria del presidente del consiglio, costituendosi così come una sorta di “comitato del NO”. Lo stesso sindaco Luigi de Magistris ha annunciato che intende impegnarsi in una battaglia frontale contro il presidente del consiglio sul tema del referendum. Temo quindi una campagna elettorale che finisca per essere assorbita da questo clima. Sul piano della politica economica una campagna di questo tipo sarebbe giocata a colpi di promesse non soltanto da parte del governo, ma anche degli altri partiti di opposizione.

 

(Pietro Vernizzi)



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