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SPY FINANZA/ La "trappola estiva" per l'Italia

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Attenzione, però, perché le sentenze vanno lette fino in fondo, poiché il diavolo si annida nei dettagli. La corte di Karlsruhe, infatti, ha sì decretato che l'Omt non è in contrasto con le legislazioni tedesche, ma lo ha fatto, per sua stessa ammissione, «con riluttanza», quasi a confermare la mia tesi poco fa esposta. Tanto è vero che la decisione è stata immediatamente contestata dal presidente dell'Ifo Institute, Clemens Fuest, il quale ha dichiarato che «i giudici hanno compiuto un'inversione a U rispetto alla precedente impostazione sul caso, quella originale, e non hanno osato arrestare il programma di acquisto della Bce ulteriormente rispetto a quanto fatto dalla Corte europea di giustizia. È un peccato, visto che appare ovvio che l'Omt persegua primariamente l'obiettivo fiscale di mantenere l'accesso al credito per Stati fortemente indebitati».

In effetti, quel programma garantiva alla Bce uno strumento per tamponare eventuali breakdown nei meccanismi di trasmissione monetaria nei confronti di nazioni specifiche, mentre l'attuale programma di Qe compra debito nell'intero blocco monetario dell'euro in proporzione al valore e alla grandezza dell'economia di ogni nazione e, percentualmente, attraverso le Banche centrali nazionali. Inoltre, nonostante i giornali di oggi difficilmente lo faranno notare, la corte di Karlsruhe ha condizionato la sua sentenza favorevole al rispetto da parte della Bce di sei condizioni, tanto da aver sensibilizzato in tal senso sia il Bundestag che il governo tedesco, chiamandoli a monitorare i volumi e le strutture di rischio dei bond per evitare «ogni concreto rischio per il bilancio tedesco». 

E quali sono le condizioni? Eccole. Gli acquisti di obbligazioni non devono essere annunciati in anticipo; il volume degli acquisti deve essere limitato prima dell'inizio del programma; deve esserci un tempo minimo tra l'emissione di bond da parte degli Stati e gli acquisti della Bce; le obbligazioni possono essere comprate solo da nazioni che hannoaccesso ai mercati finanziari; come regola, i bond non sono detenuti fino a maturazione e questa norma può essere derogata solo in casi eccezionali; i bonds devono essere rivenduti sul mercato quando l'intervento della Bce non è più necessario. 

I punti 4,5 e 6 sono fondamentali, perché mettono un limite netto al ruolo di front-run del mercato della Bce e minano il principio in base al quale la Banca centrale opera sul mercato obbligazionario sovrano come back-stopdelle emissioni dei Paesi in difficoltà, ovvero garantisce una linea di finanziamento quando e se venga a mancare quella diretta sul mercato primario e secondario. La condizione 4 è chiarissima e stronca di fatto l'operatività dell'Omt: le obbligazioni possono essere comprate solo da nazioni che hanno accesso ai mercati finanziari. Quindi, se finisci come la Grecia o la Spagna nel periodo della grande crisi bancaria, la Bce potrebbe non poter comprare il tuo debito e garantirti finanziamento. 


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