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SPY FINANZA/ Le "notizie" su Draghi e Yellen ignorate dai giornali

Janet Yellen (Infophoto) Janet Yellen (Infophoto)

A proposito, cosa ci dicono gli ultimi sondaggi? Le ultime rilevazioni sono a favore del Remain, visto che per il Daily Telegraph il 53% vuole restare nell'Ue, mentre il 46% è per l'addio. Solo la scorsa settimana le percentuali erano praticamente invertite, a favore del Leave, ma nel frattempo c'è stato lo strano attentato in cui ha perso la vita la deputata laburista Jo Cox, un bel decisions mover a favore della campagna europeista. Ovviamente, non c'è nulla di oscuro dietro e si tratta unicamente di una coincidenza temporale fortuita: credeteci, come vi invito a credere che il voto austriaco non sia stato viziato da brogli e che domenica prossima la Spagna finalmente avrà una maggioranza di governo chiara. Anche i bookmakers, i veri termometri dell'opinione pubblica, ritoccano al ribasso la quota per l'ipotesi che il Regno Unito resti in Europa, con PaddyPower.it che offre il Remain a 1,26 e l'uscita dall'Ue che sale a 4 volte la scommessa. 

Ma il rischio di Brexit è tuttavia troppo grande per poter essere ignorato, almeno da chi opera sul mercato. Stando a Valentijn van Nieuwenhuijzen, responsabile multi asset di NN Investment Partners interpellato da Cnbc, «l'azionario europeo e quello britannico potrebbero perdere fino al 10% e i rendimenti dei titoli di Stato dei Paesi core europei potrebbero scendere ulteriormente», anche se è molto difficile fare una stima precisa delle possibili conseguenze economiche di un'uscita del Regno Unito dall'Ue, poiché diverranno più chiare solo nel lungo periodo. Le conseguenze politiche, invece, sono potenzialmente considerevoli. Al contrario, «un voto a favore della permanenza sarà probabilmente seguito da un rally sui mercati, legato a una sensazione di sollievo e da un'inversione di tendenza negli investimenti in beni rifugio». 

Ormai è soltanto questione di poche ore e sapremo cosa hanno deciso i britannici, i quali hanno vinto comunque vada a finire, perché hanno potuto decidere democraticamente del loro destino. Ma, che sia Brexit o meno, non fatevi infinocchiare per l'ennesima volta: lo stato di salute dell'economia non è affatto migliorato, anzi e i mercati azionari sono in bolla totale, così come il mercato obbligazionario sovrano che trada su rendimenti negativi. C'è un combinato potenziale in grado di tramutare il 2008 in una passeggiata nel parco, ma sicuramente Draghi e la Yellen sapranno risolvere la situazione un'altra volta. Calciando il barattolo lungo la strada, sperando di guadagnare tempo e che un miracolo rimetta tutto a posto. Ma il tempo sta finendo. E il voto di oggi potrebbe davvero sancire la fine della ricreazione. 

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