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RISULTATO BREXIT/ Chi ha vinto davvero nel voto del Regno Unito?

Risultato referendum Brexit. Il popolo britannico si è espresso alle urne. Comunque sia andata, dice MAURO BOTTARELLI, i globalisti ne hanno tratto indubbiamente vantaggio

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Quando leggerete questo articolo, i giochi sul Brexit saranno ormai fatti. Quindi, potenzialmente sono parole al vento. Ma non credo, perché al netto del terrorismo sul referendum britannico che è stato profuso a piene mani anche su questo sito per giorni, quanto accaduto in Gran Bretagna riguarderebbe solo la Gran Bretagna se l'economia globale non fosse un'enorme bolla che cerca soltanto un qualcosa di acuminato per farsi finalmente esplodere. Il Brexit, che sia accaduto o meno, rappresenta quell'oggetto, al netto delle spacconate di Jean-Claude Juncker, il quale se smettesse di bere prima di parlare, eviterebbe parecchi danni a quella già disastrata istituzione che si chiama Ue. Già, perché se non si seguono con avidità gli eventi dell'economia mondiale, si rimane un po' confusi e interdetti di fronte al can-can messo in campo per un atto che, di fatto, era contemplato dagli stessi Trattati europei, visto che se sarà stato Brexit, la Gran Bretagna se ne andrà in base a quanto previsto dall'articolo 50: non è secessione eversiva, è un qualcosa di noto e previsto, ancorché di inatteso ed estremo. 

Certo, la vulgata vuole che il fallout di questo evento abbia effetti per il mondo intero, ma la questione interessante è sottolineare che se questo è vero, lo è però in maniera diversa da quanto la stampa mainstream e le istituzioni finanziarie vogliono farci credere. Primo, in un mondo con condizioni globali normali, del Brexit non fregherebbe nulla al di fuori della Gran Bretagna. Se l'Ue fosse fiscalmente stabile, se le banche fossero solventi, se i debiti nazionali fossero sotto controllo e se l'Ue fosse un'entità sovranazionale funzionale, il danno potenziale arrecato dal Brexit sarebbe minimo e di brevissimo termine. 

Peccato che non sia questo il caso e l'esempio classico ce lo ha fornito la Grecia, un Paese il cui Pil pesa per meno del 3% di quello dell'Unione e che per almeno tre volte ha rischiato di far saltare l'Ue come un tappo di champagne a Capodanno: ovvio che in queste condizioni il Brexit fa paura, ma perché l'Ue sta per collassare di suo, non per altre ragioni oscure. È la struttura in sé a essere fondamentalmente instabile. Il Brexit a livello finanziario è un non problema, visto che, come confermato dal britannico Financial Times, le banche stanno preparandosi da giorni all'evenienza dell'addio, addirittura dando vita a modelli che contemplino i controlli di capitale, un calo del cross della sterlina del 20% e un più generalizzato tonfo dei mercati attraverso il massiccio uso di prodotti derivati per l'hedging

Il problema è uno solo, la politica. Il Brexit, infatti, sottointende la creazione di un precedente: dall'Ue si può uscire e vi assicuro che l'Olanda non aspetta altro. E l'Ue questo non se lo può permettere: non ha fatto uscire la Grecia, figuriamoci la Gran Bretagna. E l'idea di stessa di interconessione del globalismo a essere messa a rischio, perché se manca un pezzo non può sopravvivere: piccolo o grande che sia. Per questo gli Usa si sono spesi così tanto per la campagna del Remain. I dati macro dell'economia mondiale sono terrificanti, eppure la gente ancora crede alle promesse dei vari Draghi o Yellen, ma finché il mondo sarà in mano a oligarchie non elette, quale ad esempio è la Commissione Ue, ci vorrà sempre poco a cambiare la narrativa degli eventi, a parlare di ripresa attraverso media servi e compiacenti, a regalare 80 euro, salvo poi rivolerli indietro. Quando poi le cose vanno davvero ma davvero male, ecco che entrano in gioco le Banche centrali con il loro bazooka o presunto tale, capace di mantenere allegri i mercati per l'1% del mondo che specula in Borsa e comprimere gli spread di Paesi che meriterebbero di fallire e invece si finanziano sui mercati a tassi negativi. 

Non può durare e il Brexit, comunque sia andato a finire il referendum, ne è la riprova. L'Ue altro non è che la terrificante messa in pratica del Fabianesimo, un visione internazionalista e sovranazionale del socialismo che trarrà comunque linfa vitale dal Brexit: se accade, è perché l'Ue non è abbastanza forte e unita. Se non accade, occorre comunque centralizzare di più il potere, al fine di dimostrare ai cittadini quanto l'idea di sovranità e confini sia desueta e pericolosa. È il mondialismo, il cancro assoluto della modernità. 


COMMENTI
24/06/2016 - Caro Bottarelli (Alessandro Di Giacomo)

Fin quando ci saranno persone che hanno soldi e capitali pari a centinaia di migliaia di persone se non milioni si andrà sempre peggio. Ci deve essere un limite a quello che un'essere umano può possedere. Penso che l'unica soluzione al disastro umano a cui stiamo andando incontro sia una guerra mondiale, la fine e un nuovo inizio. Come è sempre stato e sempre sarà.

 
24/06/2016 - Quando il gioco si fa duro... (Giuseppe Crippa)

Caro Bottarelli, il voto del Regno Unito ci dice che la democrazia non è morta e che i popoli esistono ancora… Come diceva John Belushi: “When the going gets tough, the toughs get going!”. E Lei vada avanti a giocare come sa. Grazie!