BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

BORSA ITALIANA OGGI/ News effetto Brexit: i titoli che potrebbero "ripartire" prima (ultime notizie live, 25 giugno 2016)

Borsa italiana news, gli aggiornamenti sull'andamento di Piazza Affari e le ultime notizie dal mondo finanziario. Le news sulle azioni più importanti del mercato italiano

InfophotoInfophoto

Dopo il risultato del referendum sulla Brexit, le Borse hanno reagito male. Una volta però passata “l’ondata di vendite da panico” ci potrebbero essere dei titoli su cui puntare. Almeno secondo Affaritaliani.it, che cita alcuni titoli di Piazza Affari che potrebbero risalire prima di altri. Per esempio, Fca e Cnh Industrial, dato che la Gran Bretagna non rappresenta per loro un mercato importante. Anche Pirelli, Salvatore Ferragamo e Luxottica dovrebbero poter avere nella diversificazioni dei mercati un punto di forza. Tra le società più “piccole”, Ima ha registrato ultimamente una crescita superiore alla attese e dunque potrebbe proseguire in questo trend. Tra le banche viene citata solamente Intesa Sanpaolo, in virtù di una situazione contabile solida che potrebbe farla preferire alle altre.

Il crollo della Borsa a seguito dell’esito del referendum sulla Brexit preoccupa anche Emma Marcegaglia, che intervistata da Repubblica lancia l’allarme sui rischi per le imprese italiane. La Presidente dell’Eni spiega che “bisogna evitare che questa crisi provocata dal voto britannico si trasformi in una recessione europea o addirittura globale. Purtroppo le possibilità che questo accada ci sono. Dobbiamo tutti impedire che succeda”. Rispetto all’azienda che guida, la Marcegaglia ha spiegato che Eni non ha una presenza in Gran Bretagna e quindi si stima “una perdita marginale di qualche milione”. Tuttavia non nasconde che ora occorre vedere cosa accadrà ai mercati petroliferi: la speculazione può infatti cambiarne le prospettive.

È stato decisamente un venerdì nero per le Borse Europee per via dell’esito del referendum sul Brexit che di fatto ha sancito la decisione della Gran Bretagna di uscire dall’Europa. Tutte le borse hanno chiuso in profondo rosso con i picchi di Milano, Madrid e Atene che hanno perso sul terreno rispettivamente il 12,48% il 12,35% ed il 15,68% per complessivi 411 miliardi di euro. Per Piazza Affari si è tratta della peggior seduta della storia il che pone degli interrogativi su quali possano essere gli scenari futuri. Il Premier Matteo Renzi si è affrettato nel rassicurare gli italiani su come i risparmi siano al sicuro mentre la BCE ha fatto sapere di essere pronta ad effettuare una immissione di liquidità, cosa che in effetti ha giù preventivato Bank of England che ha messo sul piatto 250 miliardi di sterline.

Il risultato del referendum sulla Brexit ha fatto sentire tutto il suo effetto su Piazza Affari, che ha chiuso la seduta con un -12,48%: un calo che non si era mai visto dal 1998, cioè da quando Borsa Italiana è nata. Le elaborazioni de Il Sole 24 Ore e Borsa Italiana mostrano che qualcosa di analogo si era visto il 16 giugno del 1981, con una flessione dell’11,76%. Nei successivi 35 anni mai si era comunque arrivati a un’altra chiusura in rosso con doppia cifra. Prima di ieri, il record negativo di Piazza Affari era il -8,24% registrato il 6 ottobre del 2008, poco dopo il crollo di Lehman Brothers e lo scoppio della nota crisi finanziaria. L’11 settembre del 2001, giorno del famoso e funesto attentato alle Torri Gemelli, Milano aveva ceduto il 7,57%. In piena crisi dello spread del 2011, Piazza Affari aveva subito cali del 6,6%, la metà quindi di quanto visto ieri. 

La seduta di Piazza Affari, nel giorno dopo il risultato del referendum sulla Brexit, si chiude con un -12,48%, con il Ftse Mib che scende sotto i 16.000 punti. Sul listino principale tanti i ribassi a doppia cifra: Azimut (-13,75%), Bper (-24,61%), Banca Mediolanum (-15,05%), Banco Popolare (-23,3%), Bpm (-24,28%), Mps (-16,43%), Generali (-16,77%), Intesa Sanpaolo (-22,94%), Mediaset (-17,17%), Mediobanca (-21,22%), Prysmian (12,51%), Telecom Italia (-16,62%), Ubi Banca (-20,69%), Unicredit (-23,79%) e Unipol (-18,58%). La chiusura migliore è quella di Italcementi, con un -0,66%. Il cambio euro/dollaro si trova sopra quota 1,11, quello tra euro e sterlina supera quota 0,81, mentre lo spread tra Btp e Bund torna a quota 162 punti base.

Piazza Affari perde il 10,3% e i titoli che sul listino principale fanno registrare perdite in doppia cifra sono Bper (-20,8%), Banco Popolare (-22%), Bpm (-21,4%), Mps (-14,4%), Generali (-14,6%), Intesa Sanpaolo (-20,1%), Leonardo (-11,7%), Mediaset (-15,1%), Mediobanca (-19,3%), Prysmian (-10,3%), Telecom Italia (-13,5%), Unicredit (-20,3%) e Unipol (-18%). Fuori dal listino principale Mailup guadagna il 4,7%, mentre Ambromobiliare il 4,1%. Il cambio euro/dollaro risale a quota 1,11, mentre lo spread tra Btp e Bund scende sotto i 160 punti base.

Piazza Affari cede l’11% e sul listino principale ci sono titoli che perdono oltre il 20%: Bper (-20,8%), Banco Popolare (-20,7%), Bpm (-20,5%), Intesa Sanpaolo (-21,6%) e Unicredit (-21,5%). Male anche Mediobanca (-19,5%), Telecom Italia (-16,6%) e Unipol (-17,7%). Italcementi continua a limitare le perdite con un 0,5%. Fuori dal listino principale Imvest guadagna l’8,6%, Clabo il 6,9% ed Enertronica il 6,8%. Il cambio euro/dollaro è sempre più vicino a quota 1,05, mentre lo spread tra Btp e Bund supera i 162 punti base.

Prosegue il tonfo di Piazza Affari dopo l’esito del referendum sulla Brexit. Il Ftse Mib cede il 10,3% e sul listino principale il titolo migliore risulta essere Italcementi, in calo dello 0,3%. Tra i ribassi i più ampi sono quelli di Bper (-18,4%), Banco Popolare (-17,2%), Bpm (-16,3%), Intesa Sanpaolo (-19,6%), Mediobanca (-17,7%), Telecom Italia (-16,1%), Ubi Banca (-16,3%) e Unicredit (-19,1%). Fuori dal listino principale Imvest sale del 10%. Il cambio euro/dollaro scende sotto quota 1,05, mentre lo spread tra Btp e Bund risale a 158 punti base.

Piazza Affari resta in calo a doppia cifra, con un -10,2%. Sul listino principale è ancora Italcementi (-0,4%), il titolo migliore. Tra i ribassi, i più pesanti sono quelli di Bper (-17,5%), Banco Popolare (-15,5%), Intesa Sanpaolo (-18,9%), Mediobanca (-17,4%), Ubi Banca (-15,8%) e Unicredit (-18,1%). Fuori dal listino principale salgono Imwest (+10%), Smre (+4,9%) e Ambromobiliare (+4,1%). Il cambio euro/dollaro è quasi a quota 1,1, mentre lo spread tra Btp e Bund è poco sopra i 155 punti base.

Piazza Affari cede il 10,4% e sul listino principale non ci sono titoli in rialzo. Solo Italcementi (-0,5%) riesce a limitare i danni. Registrano cali a doppia cifra Azimut (-10,4%), Banca Mediolanum (-11,5%), Banco Popolare (-15,5%), Bpm (-16,1%), Mps (-10,8%), Generali (-13,9%), Intesa Sanpaolo (-19,3%), Mediaset (-13,2%), Mediobanca (-16,9%), Prysmian (-10,1%), Telecom Italia (-12%), Ubi Banca (-15,9%), Unicredit (-17,5%), Unipol (-15,6%), UnipolSai (-10,7%) e Yoox (-10,4%). Fuori dal listino principale Parmalat sale dello 0,3%. Il cambio euro/dollaro è sempre più vicino a quota 1,1, mentre lo spread tra Btp e Bund si trova a 155 punti base.

Inevitabile arriva l’impatto della Brexit su Piazza Affari. Cominciano a entrare agli scambi i titoli bancari. Intesa Sanpaolo cede il 21,9%, Ubi Banca il 25,7%, Unicredit il 24,7%. Il Ftse Mib cede quindi l’8,1% e i cali a doppia cifra riguardano anche Azimut (-17,9%), Fca (-14,6%), Leonardo (-21,2%), Unipol (-20,1%) e Yoox (-20,9%). Fuori dal listino principale si registra qualche rialzo: Parmalat (+0,2%), Enertronica (+0,2), Tech-Value (+3,4%), Smre (+4,9%). Lo spread tra Btp e Bund è intanto sceso a 160 punti base, mentre il cambio euro/dollaro scende sotto quota 1,115 e quello tra euro e sterlina si avvicina a 0,81.

La Brexit porta i suoi effetti a Piazza Affari che sta cedendo il 4%. Tuttavia si tratta solo di un “crollo parziale”, dato che sul listino principale la maggior parte dei titoli sono sospesi per eccesso di ribasso non riuscendo a fare prezzo. Si prevede quindi un crollo generalizzato dei titoli. Tra le blue chip scambiate, Atlantia cede il 9%, Enel il 10,4%, Snam il 7,4%. All’appello mancano in particolare i titoli bancari, destinati a perdere molto terreno. Lo spread tra Btp e Bund è intanto schizzato a 190 punti base. La Borsa di Londra cede intanto l’8,7%. Sembra quindi l’inizio di una giornata che passerà alla storia dei mercati finanziari.

© Riproduzione Riservata.