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SPY FINANZA/ Il mix che sta uccidendo la "voglia d'Europa"

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Jean-Claude Juncker (Infophoto)  Jean-Claude Juncker (Infophoto)

Non ci credevo, non ci avrei scommesso 1 euro ma è successo: l'inizio della fine dell'incubo europeo ha una data, 23 giugno 2016. Ora toccherà agli olandesi, poi sarà la Francia. Un pezzo alla volta il puzzle massonico verrà smontato, ormai l'effetto domino è partito e quando la gente si renderà conto che di libertà e democrazia non bisogna mai avere paura, nonostante il terrorismo messo in campo da eurocrati di varia risma, il fiume romperà gli argini. Del tutto. Ho dormito praticamente solo due ore, ho seguito dirette notturne e tg del mattino e tutti erano incentrati sulla paura: di cosa? Di prendere in mano il proprio destino e scegliere un'altra strada? 

Nel momento in cui sto scrivendo questo articolo, la piazza di Londra perde meno di tutte le altre Borse. Strano, il Brexit non doveva portare le cavallette? Se Milano perde il 10%, cari lettori, è perché le nostre banche stanno in piedi solo con il Fondo Atlante e la Bce, perché sono sottocapitalizzate e in mano a gente come Zonin, non per il Brexit, mettetevelo in testa una volta per tutte. Casualmente lo spread, l'unico indicatore che conta in casi simili, tiene: certo, è salito ma non è esploso. Non bevetevi tutte le idiozie che vi dicono al telegiornale, per favore, altrimenti sembrate davvero degli Juncker. E come vi dicevo ieri - in un pezzo che era ammantato di pessimismo ma anche da una buona dose di scaramanzia - e ripeto da giorni e giorni, il dato del Brexit è anzitutto politico. 

Lo faceva notare l'altro giorno il Wall Street Journal, quando diceva che «anche se la Gran Bretagna deciderà di restare, il blocco europeo non sarà più lo stesso. Certo, un decisione di andarsene, la quale sarebbe la prima da parte di uno Stato membro, renderebbe più profonda la crisi che dovrebbe essere affrontata da un continente che sta già combattendo contro debolezza economica, problemi di debito, un'immigrazione su larga scala e instabilità geopolitica a sud e a est». Poi, il quotidiano statunitense cedeva la parola al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, il quale si esprime in questo modo: «Ossessionati dall'idea di integrazione istantanea e totale, abbiamo fallito nel renderci conto che la gente normale, i cittadini d'Europa, non condividono il nostro euro-entusiasmo. Lo spettro di una rottura sta minacciando l'Europa e la visione di una federazione non mi sembra la risposta migliore». 

Parole sagge, finalmente, ancorché tardive. Ma il problema è che in Europa c'è chi non si interroga e, anzi, tira dritto per la sua strada, rispondendo a un'agenda dei poteri forti che di cosa pensano i cittadini non è interessata affatto. E la Gran Bretagna ha risposto allo schiaffo con un pugno in faccia. Queste le parole, pronunciate il 5 maggio scorso, del presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker: «Troppi politici stanno ascoltando esclusivamente le opinioni pubbliche nazionali. E se fai questo, non stai sviluppando un senso comune dell'Europa e la sensazione di bisogno di mettere insieme gli sforzi. Abbiamo troppi europei part-time». Insomma, va eliminata la sovranità a tutti i costi, prima dalle istituzioni e poi dalle menti della gente, in ossequio allo spirito europeo (e di spirito Juncker ne sa qualcosa). Quindi, chi si oppone allo status quo, è di fatto un nemico. 



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COMMENTI
25/06/2016 - UE (TORREMBINI FABIO)

l'analisi è in gran parte condivisibile, dopo di che occorrerebbe anche dire della grande opportunità che qsa sgangherata unione ci ha fornito, a partire dai tassi di interesse presso che a zero. Nel frattempo abbiamo continuato a governare a deficit/debito (non c'è nessuno in piazza che sbraita per questo vero?). Cioè, è evidente che questa comunità vada riformata, basterebbe vedere l'assoluto menefreghismo dei paese europei nei nostri confronti sulla questione immigrazione, per non dire della spedizione francese in Libia. Ma con la crisi dei debiti sovrani come la mettiamo? é colpa del UE l'italico rapporto debito PIL (130%)? se non riacquistiamo una credibilità al nostro interno prima di tutto, dove vogliamo andare? Che cosa sbraitano Salvini/MM5/Feltri e compagnia contro la Fornero, contro qsa UE? per andare dove??

 
25/06/2016 - Europa (luisella martin)

Gli inglesi hanno avuto coraggio, lo stesso coraggio che ebbero nell'ottobre di 73 anni fa quando, occupata Barletta,avrebbero fornito latte in polvere e medicinali a me che sarei nata qualche mese dopo. L'Europa nasce così, ma l'ansia di rottamare tutto e di guardare a un futuro libero, ricco e bello - come i muscoli di Rock Hudson - ci ha fatto dimenticare il passato nel quale sono piantate le radici di tutti noi, anche quelle di Matteo Renzi,della Boschi, di Alfano e di Bersani. Dobbiamo uscire dalla serie televisiva, cosa non facile, poiché ci illudiamo di aver perso la terza dimensione - quella della carne - e di essere a due dimensioni, come i cartoni animati o il monitor del computer ...Ci possono salvare la memoria e l'umiltà di riconoscerci vincitori e vinti (peccatori perdonati direbbe il Papa) ma dovremo farlo come ha fatto il Regno unito, assumendoci tutte le nostre responsabilità. Questa Europa non può che finire, perché è un'unione falsa, che ha rinnegato le sue origini cristiane;essa accetta le verità di tutti, accoglie i suggerimenti del pubblico per modificare la serie televisiva, ma è il regista, dietro le quinte, che decide il finale, tenendo conto degli sponsor e dei suoi personali giochi di potere...Col permesso del Direttore Generale!