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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Le "balle mediatiche" nate dopo la Brexit

Jean-Claude Juncker (Infophoto)Jean-Claude Juncker (Infophoto)

E che dire della grancassa che Sky e soci stanno offrendo alla petizione per ripetere il voto, la quale avrebbe raggiunto 3 milioni di firme in meno di tre giorni? Ho firmato anch'io. Per tre volte, una delle quali firmandomi Zlatan Ibrahimovic. Non a caso, domenica è stata aperta un'inchiesta per frode al riguardo e la cosa è particolarmente grave perché l'iniziativa è stata promossa da alcuni membri della House of Commons: copertura della notizia nei tg? Zero. D'altronde cosa vi aspettate, questa è gente che si trova in sintonia con menti illuminate come quella di Giovanna Melandri, la quale non ha trovato nulla di meglio da fare nel weekend che twittare la seguente idiozia: «Invece di vietare il voto alla gente nei primi 18 anni di vita, perché non negli ultimi 18?». Commentiamo o siamo così umani da evitare di sparare sulla Croce rossa? 

Stanno montando un caso da un non caso, visto che sono gli stessi protagonisti a dirci che la questione Brexit è tutta e solo politica. Se la Borsa di Milano mentre sto scrivendo perde il 2,2% è perché il nostro sistema bancario è attaccato al respiratore di Fondo Atlante e Bce, non è in grado di sopravvivere da solo: colpa dei vecchi britannici che hanno votato per il Leave? Venerdì Jean-Claude Juncker tuonava che la Gran Bretagna doveva andarsene in fretta, che il divorzio non sarebbe stato consensuale e che non si sarebbe trattato ulteriormente. Domenica, Angela Merkel, ovvero il capo di Juncker, ha dichiarato che «non bisogna essere cattivi nel negoziato con i britannici». Questo perché, il giorno dopo l'addio, Vladimir Putin ha detto che, al di fuori dell'Ue e quindi del regime delle sanzioni, si sarebbe potuti arrivare a un rasserenamento delle relazioni con Londra. E, nelle stesse ore, Usa, Giappone e Nuova Zelanda avanzano proposte di accordi bilaterali privilegiati. Come dire, c'è vita anche fuori dell'Ue. E questo a Bruxelles fa una paura enorme. 

Ma tranquilli, perché sono bastati solo tre giorni per dimostrare che se la Gran Bretgna ha scelto di andarsene è perché è fatta di un'altra pasta rispetto agli europei continentali, soprattutto del Sud: in Spagna, infatti, nonostante l'ultimo scandalo di presunta corruzione in Catalogna, ha vinto il rassicurante e pro-europeo Pp di Mariano Rajoy, mentre l'alternativa euroscettica di Unidos Podemos è uscita con le ossa rotte, nonostante il furbo leader, Pablo Iglesias, avesse dichiarato nelle ultime ore di campagna elettorale di non pensare affatto a un'agenda britannica nei confronti di Ue ed euro. 

Ora poi va molto di moda la Scozia e la sua volontà di bloccare l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione, visto che Glasgow ha votato in stragrande maggioranza per il Remain e non vuole abbandonare i ricchi sussidi europei: bene, trattasi di falsa notizia. Per il semplice fatto che gli scozzesi non possono minimamente mettere in discussione sul piano legale quanto deciso in un referendum democratico sulla cui legittimità l'Ue non ha avuto nulla da ridire. Possono, al limite, tentare di indire una nuova consultazione per secedere dalla Gran Bretagna e ottenere l'indipendenza, ma pensate che dopo Bruxelles accetterà la Scozia nell'Ue, aprendo le porte alle rivendicazioni nazionali di mezza Europa, catalani e baschi in testa? 

Su questa faccenda il tasso di disinformazione e terrorismo mediatico è stato veramente da studio accademico, un qualcosa di mai visto prima: io capisco che gente come Juncker se disarcionata dalla sua rendita di posizione non potrebbe fare altro nelle vita, ma occorre anche prendere atto che il Brexit ci ha mostrato tutti i limiti e la pochezza di questa Europa, un club di nazioni in ordine sparso senza alcun progetto politico comune e in eterna competizione per la preservazione dei propri interessi nazionali. Com'è giusto che sia perché le nazioni, i confini, i particolarismi nascono prima delle unioni e, ovviamente, continuano ad avere la meglio: occorre prenderne atto con onestà, l'Europa torni a essere ciò che era, un mercato economico comune che fa bene a tutti e la smetta di voler essere una federazione politica a guida e controllo tedesco, moneta in testa. 

Questa è l'unica, grande lezione che il Brexit ci ha insegnato: ovvero, che alla fine le scelte imposte dall'alto trovano sempre un ostacolo inaspettato sul loro cammino e, una volta che questo avviene, mostrano al mondo che il Re è nudo. 

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COMMENTI
01/07/2016 - in risposta al Alberto Dellisanti (Roberto Castaldelli)

Cito testualmente "L'europa torni ad essere quello che era, un mercato economico comune che fa bene a tutti e la smetta di di voler essere una federazione politica a guida e controllo tedesco, moneta in testa".. ancora qualche dubbio? per il resto lascio l'esegesi del Bottarelli pensiero, al Bottarelli stesso. Concordo che la UE attuale sia sotto scacco tedesco (l'altre sponda del Reno sì un po' persa) ma chiedo, da quanti anni è al potere A. Merkel? tanti vero? nello stesso periodo di tempo quanti governi e primi ministri italiani ci son stati? Non possiamo imputare ad altri le ns. debolezze istituzionali! Questione nominalistica a parte, federazione o confederazione, dipende da cosa vogliamo concretamente mettere in comune bene sapendo che le realtà sociali ed economiche europee sono in parte diverse. Io penso che bisogna partire con politica estera, difesa, compresi in confini, mercato interno e giustizia. Il cervello ce l'hanno, ma temo non faranno nulla perché non son disposti a cedere sovranità e quindi a perdere potere. Se non lo faranno, allora ha ragione Bottarelli torniamo solo al mercato comune e andrà come andrà (e si sa come andrà) ma poi evitiamo di essere ipocriti.

 
28/06/2016 - Da vecchia UE a nuova UE (ALBERTO DELLISANTI)

Le ultime tre righe dell'articolo sono veritiere. Potevano essere scritte meglio le sei righe che precedono le ultime tre? Ma insomma, pensiamoci bene signor Castaldelli ad addebitare il cinismo di cui lei scrive. Un Bottarelli che ci farebbe perdere la memoria del Pasubio e della Somme? Ma dai... Bottarelli non propone il ritorno alla CEE o alla CECA. Leggo un NO (che condivido) a una UE che non è che sia franco-tedesca, ma peggio ancora alemanno-francese. Leggo un NO all'azzardo di potere di un Cameron e all'azzardo uguale e contrario del suo avversario Boris Johnson. Leggo un NO all'Europa tedesco centrica e relativo vassallaggio dell'Europa del Sud. Leggo un NO ai papaveroni inglesi, più Hollande, Renzi, Schulz, Tusc, Junker, come alla papaverona Merkel (che ha giusto un grammo in più di cervello rispetto ai pre-detti; un po' poco...). Leggo un SI' a una U.E. che menti illuminate rifondino come una Confederazione di Stati dove ciascuno trovi il suo giusto posto, e i popoli non siano una massa di manovra nelle mani degli alti papaveri (piccoli, piccoli, maledettamente piccoli).

 
28/06/2016 - dalla UE alla CECA (Roberto Castaldelli)

Sig Bottarelli la leggo sempre con molta attenzione e penso che lei sia una persona molto competente anche se per fortuna metà delle sue previsioni catastrofiche non si sono mai avverate. Non mi sono mai permesso un commento perché non son molto di economia mentre lei è molto tecnico. Penso anch'io che le previsioni del Brexit siano esagerate e ci vorrà del tempo per vederle ma UK è un paese sano, grazie anche alla cura Thatcher, e poi sono anche pragmatici nell'affrontare le questioni. Nessuno vuole togliere il voto agli anziani e la citazione della Melandri mi sembra fatta ad usum delphini (è come sparare sulla croce rossa). Sono d'accordo con lei, i giovani che non hanno votato hanno sbagliato e ora forse impareranno che nulla si da per scontato, che nulla è gratis, nemmeno la UE. Comunque non sono i certo quei giovani ad avere le leve del potere, quelli che le hanno non fanno tiri di canna ma forse di altro ! Non mi piace il finale dell'articolo, torniamo alla CEE (e perché no alla CECA). Questa è l'europa delle patrie e dei nazionalismi, e quando si sparge in giro la pece del nazionalismo basta una scintilla perché l'incendio divampi (Sarajevo docet). Oggi lo sappiamo, abbiamo due guerre mondiali e milioni di morti alle spalle. Con i nazionalismi la destinazione è certa, e non potete dire di sapere ! un giorno, però, a morire sul Pasubio o sull'Isonzo, piuttosto che sulle Somme o Ypres ci andrà lei. Mi perdoni per il finale ma ne ho piene le scatole di un certo cinismo.

 
28/06/2016 - Grazie! (Paolo Paolo)

Egr. dott. Bottarelli, Lei è sempre un fulgido faro nella notte della disinformazione che ci avvolge e ci intorpidisce la mente, uno dei pochi commentatori lucidi rimasti nel mondo terribilmente Orwelliano che ci circonda, dove il falso è vero ed il vero è falso. Da anni leggo quotidianamente i Suoi scritti e sono diventati per me un punto di riferimento immancabile per interpretare la realtà che ci circonda, grazie all'onestà, alla lucidità e chiarezza degli articoli, sempre supportati da fatti oggettivi e mai da vaneggiamenti psicocratici come quelli che i mezzi di informazione main stream e l'intellighenzia modaiola ci propongono. La ritengo sempre più un guerriero della libertà di pensiero, e per questo Le rivolgo un sentito ringraziamento e un forte incoraggiamento a continuare sulla strada del libero pensiero. Da uomo libero a uomo libero, GRAZIE !

 
28/06/2016 - Grazie per la boccata d'ossigeno (daniele benecchi)

Gentile Sig. Bottarelli, vorrei ringraziarla per la sua opera d'informazione, una delle poche voci attente alla realtà e non alla ideologia (di qualsiasi colore e moda) Vorrei dire che nemmeno l'italiano "medio" ha completamente mandato il cervello all'ammasso e parlando in questi giorni ho trovato che molti sono scettici di fronte a prese di posizione ed analisi che vengono fatte da persone ed organismi che in questi anni hanno ottenuto come risultato delle loro iniziative l'arricchimento sempre più spinto di una ristretta fascia d'elite e l'impoverimento di tutti gli altri. C'è una sfiducia sempre crescente che nasce da questo dato di fatto, dal quale tutti sono toccati. E sono molti ora a pensare che ad ottobre non ci sarà nessun referendum sulle cosiddette "riforme" costituzionali, perchè è evidente che i vertici hanno sempre più paura di una democrazia che permetta effettivamente alla maggioranza della popolazione di decidere del proprio destino. Ancora un grazie per la sua opera ed un incoraggiamento a continuare a darci uno sguardo sulla realtà, per quanto difficile e pericolosa essa possa sembrare. Io mi rifaccio ad un proverbio del mio paese: E' passé Napuleon c'al gheve i spron d'or, passarà anca qusta (E' passato Napoleone che aveva gli speroni d'oro, passerà anche questa.) Dio la benedica. Daniele Benecchi