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FINANZA E BREXIT/ Deaglio: all'Italia "costano" di più le sanzioni alla Russia

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Il Parlamento britannico  Il Parlamento britannico

Prima occorre chiarire bene i termini in cui la Brexit avverrà. Il paradosso è che la Gran Bretagna non ha una Costituzione scritta: il referendum quindi non è chiaramente normato. Storicamente all’esito di un referendum è sempre corrisposta una validazione da parte del Parlamento. Se in questo caso la Camera inglese non validasse l’esito del voto, quello che potrebbe accadere è ancora molto incerto. Per il momento quindi il referendum è un fatto interno inglese, non ancora trasformato in legge. Ora il governo inglese dovrà richiedere in modo formale di applicare l’articolo 50 e iniziare le trattative per l’uscita dall’Ue.

 

Quali decisioni saranno prese nel corso del Consiglio Ue?

Il Consiglio dei ministri Uepotrebbe decidere che i finanziamenti ai progetti inglesi siano sospesi, in attesa che la Gran Bretagna chiarisca la sua posizione. Se si arrivasse a un’uscita ufficiale, non si erogherebbe più un centesimo perché i britannici non sarebbero più “soci” del club europeo. Il Regno Unito in particolare partecipa a moltissimi progetti di ricerca scientifica finanziati dall’Ue con la clausola della multinazionalità, cioè con la partecipazione di università di Paesi diversi. A questo punto sarebbe molto complicato sospendere i finanziamenti per tutti questi progetti, e bisognerà quindi valutare caso per caso. Per esempiom si potrebbe costituire una commissione che senta gli interessati e si informi sullo stato di attuazione dei singoli progetti.

 

(Pietro Vernizzi)



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