BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FINANZA & BCE/ Perché Draghi non riesce a comprare le sofferenze bancarie?

Il presidente della Bce, Mario Draghi (Infophoto) Il presidente della Bce, Mario Draghi (Infophoto)

"Dal mio punto di vista - osserva Codogno - il nodo è la ponderazione del rischio dei crediti alle piccole e medie imprese in portafogli diversificati. Al momento l'assorbimento di capitale per questi crediti è molto più alto sulla base della supposizione che essi siano più rischiosi. Invece, in grandi portafogli, può essere dimostrato che il rischio è molto più basso. E questo potrebbe ridurre in misura effettiva il fabbisogno di capitale per le banche in paesi nei quali le Pmi sono più rilevanti. Il nodo è anche l'uso dei modelli di controllo del rischio interni alle banche. Non è chiaro tuttavia quando iniziative correttive potranno essere annunciate".

Nessuna notizia particolare si attendeva invece Codogno sui temi principali dell'agenda Bce. E nessuna notizia, secondo l'economista, è arrivata. "Si era creata una certa attesa - sottolinea - su possibile correzioni nelle previsioni su crescita e inflazione, ma Draghi è stato rapido nel ridimensionare aggiustamenti comunque modesti". La notizia secondo Codogno è che la Bce resta concentrata sulla realizzazione della sua politica e nessuno degli sviluppi recenti ha modificato in modo rilevante il quadro delle previsioni su crescita e inflazione fino al 2018.

© Riproduzione Riservata.