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POSTE ITALIANE/ E gli altri "scampoli" di svendita di Stato

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Comunque, per totalizzare il "monte" privatizzazioni da 8,5 miliardi che il Governo italiano ha dovuto promettere all'Unione europea entro il 2018 tra le condizioni per ottenere la famosa "flessibilità" (anticamera del commissariamento da parte della Troika), andrà (o andrebbe) venduto anche altro. Innanzitutto l'Enav, l'Ente nazionale di assistenza al volo, che ha un bel patrimonio di torri di controllo e apparati radar e, soprattutto, un monopolio territoriale che le assicura (è una Spa anche se la sigla lo denomina ancora Ente) un gettito sicuro da parte delle società aeroportuali e delle compagnie aeree. 

Ma se va bene l'Enav riuscirà ad andare in Borsa (e ci riuscirà) e frutterà allo Stato 8-900 milioni di euro. Poca roba. Peraltro, l'offerta pubblica di vendita in Borsa avverrà ai primi di luglio o a settembre, per aspettare che passi il rischio-Brexit, legato al referendum britannico del 24 giugno. 

Manca all'appello la prevista privatizzazione delle Ferrovie. Il decreto di palazzo Chigi è già stato scritto a novembre 2015, ma l'operazione è complessa e per certi versi conflittuale… Sarebbe infatti necessario, e non facile, scorporare dall'azienda "quotanda" la rete dei binari, che dovrebbe restare tutta pubblica… Inoltre, la tentazione del governo è quella di aggregare alle Ferrovie anche l'Anas, e dunque trasformare il gruppo in una grande rete di infrastrutture di trasporto: buona idea, ma ci vuol tempo. E c'è chi pensa di aggiungere al "pacchetto" anche l'Atac, l'azienda-mostro controllata dal Comune di Roma, che deprimerebbe qualsiasi privatizzazione…. Come dire: se va bene, le Ferrovie verranno privatizzate nel 2017, e si vedrà a che valori.

Nel frattempo, il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco - nelle sue "Confederazioni finali" - ha reiterato quasi flebilmente il suo appello: "Nel 2016, uno stretto controllo dei conti pubblici e la realizzazione del programma di privatizzazioni possono consentire di avvicinare il più possibile il rapporto tra debito e prodotto a quanto programmato e garantirne una riduzione significativa nel 2017". Auguri.

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