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SPILLO/ Le finte soluzioni per l'Europa dopo la Brexit

Pubblicazione:giovedì 30 giugno 2016

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E l’irrazionalità di questo progetto è reso manifesto da altri commenti. In molti infatti hanno criticato sia il fatto che il premier inglese Cameron abbia lanciato la sfida con il referendum, poi impegnandosi a sostenere la parte del “Remain”, sia i numerosi errori delle istituzioni europee, incapaci di rispondere alle crescenti necessità e bisogni dei popoli. L’accusa ai burocrati europei (Junker, Barroso, Schmidt, Trusk) è quella esplicita di essere degli incapaci. Però concludono i loro ragionamenti affermando che ora ci vuole una scossa, ora ci vuole davvero “più Europa”. Ma più Europa per cosa? Per dare ancora maggiore potere agli stessi che si sono dimostrati incapaci?

“Europa, svegliati” è stato il titolone a tutta pagina sul quotidiano Il Sole 24 Ore. E questo il commento del direttore Roberto Napoletano. “L’errore politico più grave che l’Europa potrebbe compiere è quello di fare finta di niente, di continuare a girarsi dall’altra parte… Non abbiamo più tempo per vertici vuoti e inconcludenti, il Consiglio europeo non è la sede giusta per prendere decisioni forti, immediatamente produttive, bisogna che lunedì nell’incontro a tre (Merkel, Renzi e Hollande), l’Europa si svegli e batta un colpo… Bisogna che la Germania si convinca che il suo straordinario surplus venga speso per un rilancio di cui godano tutti i cittadini europei a partire da quelli tedeschi. Renzi e Hollande devono dimostrare di avere le capacità e la forza politica per persuadere la Merkel a completare l’unione bancaria con la garanzia unica sui depositi, varare un grande piano di investimenti con o senza eurobond e condividere, parallelamente, i debiti pubblici nazionali non in nome di una solidarietà pure necessaria tra Paesi del Nord e Paesi del Sud, ma piuttosto sulla base di una convinzione di ideali e di convenienze altrettanto fondata. È così difficile, ad esempio, comprendere che il rischio rappresentato dai derivati nelle pance delle banche tedesche e francesi è di certo non inferiore a quello delle sofferenze delle banche italiane robustamente coperte da un’invidiabile dote di garanzie collaterali? ... I mercati non aspettano né i comodi inglesi né i tempi scanditi dalle pigrizie e dagli egoismi dell’Europa di oggi, e ahinoi fanno pagare ai Paesi ad alto debito il costo più pesante dell’incertezza politica. L’Italia deve essere in prima linea con Germania, Francia e Spagna nel chiedere e ottenere un’Europa federale che metta in comune difesa, debiti e politiche espansive”.

Capita la soluzione proposta? La sovranità di 28 popoli non può essere decisa nel Consiglio europeo, ma in un circolo ancora più ristretto e lontano dai cittadini. E non c’è nessuna considerazione sul fatto che così si va verso la dittatura (fascista o comunista è solo un dettaglio, ma io la definisco comunista, vista la vicinanza con tanta ideologia di sinistra). E poi parla di soluzioni che non è possibile applicare e non applicheranno mai (condivisione del surplus tedesco, condivisione dei debiti, ecc.) non solo perché ovviamente il popolo tedesco non li accetterà mai, ma soprattutto perché non sono convenienti per la finanza. Pensiamoci un attimo: la finanza guadagna di più dai titoli di Stato della Grecia se i debiti sono sicuri anche perché condivisi, oppure guadagnano di più se la Grecia è a rischio fallimento e gli interessi sul debito è alle stelle, ben sapendo che in caso estremo poi interviene la Bce a sostenere lo Stato e permettere il pagamento degli interessi a banche tedesche e francesi? E cosa propone infine il direttore Napoletano? Più Europa, cioè una federazione di stati, cosa impossibile per le singole costituzioni e per le monarchie ancora presenti in Europa.


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