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SPILLO/ Le finte soluzioni per l'Europa dopo la Brexit

Quello che sembrava impossibile è divenuto realtà: il popolo della Gran Bretagna ha deciso di lasciare l’Unione europea. Ora serve più Europa? Secondo GIOVANNI PASSALI no

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Brexit poteva essere e Brexit ora è realtà. Il popolo inglese ha detto di no a un progetto sbagliato, un progetto deciso sopra le loro teste, un progetto al quale nessun popolo ha dato il proprio assenso, quando è stato interpellato. Un progetto che il popolo (e non solo quello inglese) ha percepito infine come proprio nemico. Ed è precisamente questo il punto: si tratta di un progetto nemico dei popoli. La violenza verbale dei commenti seguiti al referendum ne è la migliore evidenza. E gli stessi commenti mostrano anche la superficialità delle ragioni fondative dell’Europa attuale. Qui infatti non è solo in gioco l’esistenza dell’Europa, ma di quale modello di Europa si vuole proporre o imporre. Vediamo alcuni di questi commenti rivelatori.

“Ha la faccia paciosa, le gote rosse e il sorriso a 36 denti. Le spara grosse, che più grosse sono più fanno rumore. Ma Nigel Farage non è un idiota, anzi… Farage è furbo. E pure un po’ furbetto.«Il 23 giugno celebreremo il giorno della nostra indipendenza» gioisce dopo il referendum per cui si è tanto prodigato. E aggiunge: «Abbiamo vinto senza sparare un colpo», caduta di stile clamorosa, dopo l’omicidio della deputata Jo Cox nemmeno dieci giorni fa per mano di un fanatico”. Capito lo stile raffinato del commentatore Matteo Basile, apparso sul quotidiano Il Giornale di sabato 25? Senza colpo ferire, ha dato dell’assassino all’eurodeputato Farage. Gli ha attribuito quanto meno la responsabilità morale delle azioni di uno squilibrato: e per questo avrebbero dovuto votare “Remain”?

Il tema della violenza, in particolare della guerra, è stato usato a piene mani in questa campagna referendaria, sia in Gran Bretagna che nel resto dell’Europa. Il ritornello è il solito: dobbiamo sostenere un progetto che ha mantenuto la pace in Europa per 70 anni, per tre generazioni; non era mai accaduto, ci hanno ripetuto. Con una faccia tosta incredibile, stanno tentando di cancellare dalla nostra memoria 200 mila morti nella guerra etnica della ex Jugoslavia (non è quella Europa?), quella guerra combattuta tra eserciti regolari, che in troppi casi si sono rivoltati verso l’inerme popolazione civile compiendo atti orribili di pulizia etnica. Una guerra nella quale lo stupro è tornato a essere un’arma di guerra. Una guerra alla quale pure i nostri caccia hanno dato il loro contributo di morte dal cielo.

Così come si tenta di farci dimenticare, con una menzogna che ha dell’incredibile, quello che Francia e Inghilterra hanno fatto in Libia per cacciare Gheddafi. E pure si vuole far finta di niente su quello che stiamo facendo ora in Siria, da ormai due anni. E quello che è successo in Ucraina non è forse guerra, con tanto di eserciti impegnati sul terreno, appoggiati e riforniti da stati europei e da copiosi finanziamenti Usa? O qualcuno vuole affermare che l’Ucraina non è in Europa, anche se ormai sono avviati e sono a uno stadio avanzato le trattative per farla entrare nel club dei paesi europei? Le trattative sono a uno stadio avanzato, ma i copiosi finanziamenti europei sono già arrivati in Ucraina.