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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Un altro 2011 è pronto per l'Italia

Angela Merkel (LaPresse)Angela Merkel (LaPresse)

Di fatto, la stroncatura di quanto avanzato dal governo italiano, sia attraverso Padoan che attraverso il suo vice, Enrico Zanetti, a detta del quale non si tratta di violare le regole europee, «ma, in caso di crisi sistemiche, ci possono essere delle deroghe, che devono essere concordate nel quadro europeo e non costituirebbero una violazione». A detta di Coeure, no. E la questione dell'eccezionalità del momento è tutto tranne che di lana caprina. Il governo italiano starebbe infatti trattando con la Commissione europea il via libera al lancio di un nuovo fondo di stabilizzazione delle banche, il cosiddetto Fondo Atlante 2, di fatto privato perché capitalizzato dalle stesse banche del nostro Paese. Il problema è che la Cassa depositi e prestiti dovrebbe essere il regista dell'operazione e il suo eventuale intervento potrebbe non essere trattato come aiuto di Stato dall'Ue solo per un periodo temporaneo, ma proprio in base al criterio di deroga relativo all'unicità della situazione. Ma se questa non viene riconosciuta da Germania e Bce, non se ne può fare nulla. 

Ci sono poi i numeri a pesare: Atlante 2 avrebbe, nelle intenzioni, una base di 4-5 miliardi di euro per intervenire a sostegno di eventuali nuovi aumenti di capitale delle banche italiane e acquistando sofferenze del sistema bancario, peccato che l'altro giorno Intesa Sanpaolo abbia già detto che non metterà un euro in più nel fondo rispetto a quanto già versato. Chi caccia i soldi, volgarmente parlando, il credito cooperativo di Codazzo? Capite da soli che o Intesa e Unicredit sborsano ancora, cosa improbabile oppure l'intervento statale attraverso Cdp è fondamentale. Anche perché, ripeto, i numeri sono impietosi: Atlante, con una capitalizzazione iniziale di 4,25 miliardi di euro, dopo aver utilizzato 1,5 miliardi per l'aumento della Popolare di Vicenza, ha 2,75 miliardi residui da utilizzare per i non-performing loans. Calcolando l'impegno da 1 miliardo per Veneto Banca, resterebbero 1,7 miliardi di euro. Che si fa? O si scomoda la finanza creativa e si opera a a leva di 8 volte con quanto rimasto in cassa ad Atlante, come suggerisce uno studio di Mediobanca Securities o tocca far nascere e in fretta Atlante 2. 

La prima opzione potrebbe garantire l'acquisto al massimo 15 miliardi di non-performing loans lordi, stando a calcoli di Mediobanca Securities, meno del 10% del totale incagliato nel sistema bancario italiano, mentre la seconda - calcolando una disponibilità di 4-5 miliardi di euro - permetterebbe il deconsolidamento di 30-40 miliardi di non-performing loans lordi. Insomma, binario morto. E occorre correre, perché lo schermo della Bce potrebbe non durare ancora per molto, tanto più che Germania e Banca centrale sembrano aver bocciato sul nascere altre ipotesi di intervento del governo, come il rilascio di garanzie pubbliche su bond o subordinati o iniezioni di equity da parte di organismi quasi pubblici nell'interesse generale nazionale. 


COMMENTI
30/06/2016 - "Quadrato" a favore dell'Italia! (Silvano Rucci)

Il risparmio ed il sistema produttivo italiano sono da difendere prima che la guerra economica e finanziaria palesata dalla Germania insieme alla Unione Europea colpisca i 27 Paesi ancora rimasti a farne parte! Ragionamenti coercitivi nei confronti di questi Paesi non sono proponibili per cui la UE dovrebbe, nel suo seno, trovare soluzioni concordate democraticamente con tutte le sue 27 componenti. Diversamente, per quanto riguarda noi italiani, il “Quadrato” a favore dell'Italia lo facciamo tutti, a mio avviso, molto volentieri!