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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Un altro 2011 è pronto per l'Italia

Angela Merkel (LaPresse)Angela Merkel (LaPresse)

E che ci sia il rischio della riproposizione di un'estate come quella del 2011 lo conferma anche l'asse involontario nato nel vertice europeo di mercoledì fra tre dei protagonisti (in negativo) di quel periodo, ovvero Italia, Spagna e Portogallo. All'epoca fu l'estate dei Pigs questa potrà essere quella dei Pis. Non è un caso che, per evitare di scendere troppo nei particolari negativi, Matteo Renzi in conferenza stampa abbia detto che la questione bancaria non era il agenda al vertice, ma lo erano i deficit di Spagna e Portogallo, entrambi sopra il 3% e quindi a rischio di procedura di infrazione da parte dell'Ue. Matteo Renzi non ha avuto dubbi su quale schieramento scegliere: «Io sto con Spagna e Portogallo», ricordando poi gli sforzi effetti di abbattimento e consolidamento del deficit fatti dai due Paesi negli anni della Troika. 

Nasce l'asse del Sud? Una cosa è certa, sia Spagna che Portogallo non accetterebbero facilmente sanzioni per lo sforamento del 3% e per ragioni più politiche che economiche. Solo domenica scorsa, infatti, il "Blocco di sinistra", alleato fondamentale del Partito socialista portoghese al governo, ha detto chiaramente che il Paese potrebbe considerare l'idea di indire un referendum sull'Unione europa in caso la stessa Ue decidesse di imporre sanzioni o aprire procedure di infrazione relativamente alla legge finanziaria dello scorso anno. E la pressione che gli alleati stanno ponendo sulle spalle del premier, Antonio Costa, è davvero tanta, visto che Caterina Martins, leader di "Blocco di sinistra", si è così espressa al riguardo domenica: «Se la Commissione Ue aprirà una procedura di infrazione contro di noi, allora vorrà dire che la Commissione ha dichiarato guerra al Portogallo». 

E la Spagna? Fresco di rielezione, sempre a margine del vertice di mercoledì, Mariano Rajoy ha lanciato un segnale molto chiaro a Jean-Claude Juncker, il quale prima di incontrare la premier scozzese, Nicola Sturgeon, aveva dichiarato che «la Scozia ha vinto il diritto di essere ascoltata a Bruxelles», chiaro sgarbo del presidente della Commissione Ue al governo inglese di David Cameron, tornato in patria la sera prima e non presente a quello che è stato il primo vertice a 27 dell'Unione. Interpellato sulla possibilità di negoziati con la Scozia, la quale vuole restare nell'Ue, Mariano Rajoy è stato categorico: «Se il Regno Unito esce, la Scozia esce». Il motivo di tanta nettezza? Creare un precedente simile aprirebbe il vaso di Pandora di tutte le rivendicazioni indipendentiste, quelle di baschi e catalani in testa. Insomma, confusione allo stato puro. L'ambiente più pericoloso in cui affrontare il mercato estivo con istituti bancari traballanti. 

Italia-Germania, quella che conta davvero, è stata giocata mercoledì a Bruxelles e abbiamo perso. E nella speranza di asfaltarli dopodomani a Bordeaux, prepariamoci a scossoni di quelli davvero seri. Per quanto io odii qualsiasi declinazione di inciucio politico, questo è il momento della responsabilità, è il momento di isolare le follie M5S e fare quadrato per il Paese: non si tratta di un Nazareno 2.0, non si tratta di puntellare Renzi al potere, si tratta di tutelare il nostro risparmio e il sistema produttivo. Si tratta dell'Italia stessa. 

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COMMENTI
30/06/2016 - "Quadrato" a favore dell'Italia! (Silvano Rucci)

Il risparmio ed il sistema produttivo italiano sono da difendere prima che la guerra economica e finanziaria palesata dalla Germania insieme alla Unione Europea colpisca i 27 Paesi ancora rimasti a farne parte! Ragionamenti coercitivi nei confronti di questi Paesi non sono proponibili per cui la UE dovrebbe, nel suo seno, trovare soluzioni concordate democraticamente con tutte le sue 27 componenti. Diversamente, per quanto riguarda noi italiani, il “Quadrato” a favore dell'Italia lo facciamo tutti, a mio avviso, molto volentieri!