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TASSE E POLITICA/ Forte: Irpef, il taglio di Renzi è solo uno spot elettorale

Per FRANCESCO FORTE, il taglio dell’Irpef a partire dal 2017 è soltanto uno spot elettorale. Le risorse disponibili vanno concentrate sulla riduzione della componente lavoro dell’Irap

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«Il taglio dell’Irpef a partire dal 2017 è soltanto uno spot elettorale, proprio come il bonus da 80 euro. Le risorse disponibili vanno concentrate sulla riduzione della componente lavoro dell’Irap e sugli sgravi fiscali per i premi di produttività». È la proposta del professor Francesco Forte, ex ministro delle Finanze e per il Coordinamento delle politiche comunitarie. Nei giorni scorsi, riferendosi a un eventuale taglio dell’Irpef già a partire dal 2017, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan aveva detto: “Non escludo niente. Nella definizione della legge di stabilità non abbiamo preconcetti ma solo alcuni principi guida”. In un’intervista a Repubblica.tv del 25 maggio, lo stesso Renzi aveva parlato di una “rimodulazione” degli scaglioni a partire dalla prossima legge di stabilità.

Professore, è positivo tagliare l’Irpef già a partire dal 2017 come ipotizzato da Padoan?

Questi sono spot elettorali. L’Italia ha gravi problemi di competitività che imporrebbero di fare uno sgravio fiscale per i premi di produttività. Questa misura non sarebbe molto costosa, perché riguarderebbe solo i premi e i compensi per orario straordinario. Ciò stimolerebbe l’utilizzo di questi contratti, genererebbe una maggiore produzione e nello stesso tempo garantirebbe un alleggerimento fiscale che ha una contropartita specifica e che non è distorsivo del sistema economico.

Quali altre misure possono stimolare la nostra economia?

Le poche risorse disponibili andrebbero concentrate sul taglio della componente lavoro dell’Irap, che danneggia soprattutto le imprese a maggiore densità di occupazione o con un’occupazione più qualificata. Queste imprese tendono così a emigrare all’estero perché c’è un onere fiscale differenziale sul lavoro pregiato. Invece di fare tutto ciò, il governo finora si è preoccupato soltanto di Ires e Irpef. Quando lo stesso Visco invita a tagliare il cuneo fiscale, dimentica il fatto che toccare la parte che riguarda la previdenza è soltanto una follia in quanto l’Inps è già in perdita.

La priorità quindi deve essere la produttività?

Sì. Per stimolare la produttività è possibile inoltre introdurre una deregolamentazione come sta facendo la Francia. Il governo socialista ha varato infatti una norma in base a cui i contratti aziendali prevalgono su quelli nazionali, rendendo così possibili i liberi contratti di produttività. Nello stesso tempo la legge francese stabilisce un salario minimo e altre tutele. Se anche l’Italia facesse lo stesso, questo sarebbe il primo passo da accompagnare con adeguati incentivi fiscali.

Come si possono compensare i mancati introiti legati al taglio dell’Irap?