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FINANZA E POLITICA/ Se Guzzetti e Reichlin lanciano Super-Atlante in Europa

Pubblicazione:lunedì 6 giugno 2016

Lucreazia Reichlinm, consigliere di UniCredit Lucreazia Reichlinm, consigliere di UniCredit

Essendo Atlante dichiaratamente un'operazione "di sistema", è in parte comprensibile che un economista industriale come Gros-Pietro intravveda un equilibrio "di sistema" fra rendimenti degli investimenti in Atlante, perdite registrate dalle stesse banche investitrici per la dismissione di sofferenze "a prezzo corretto" e anche - ha sottolineato il presidente di Intesa - benefici collaterali come una minore pressione nel recupero crediti ("Atlante non farà fallire nessuno"). Chi, comunque, finanzierà Atlante-2 o un aumento di capitale di quello che non sarebbe scorretto chiamare già "Super-Atlante"?

A Trento l'amo è stato lanciato soprattutto alle banche estere, grandi assenti al primo round: comprese alcune "italiane" come Deutsche Bank Spa. Il tema della mancata/possibile partecipazione di istituzioni estere ad Atlante era stato posto anche da un membro italiano del consiglio di sorveglianza Bce, Ignazio Angeloni. Ma è evidente che la natura ibrida di Atlante e l'ostilità della stampa internazionale a tutela del mercato globale degli Npl continua a rendere difficile l'internazionalizzazione del capitale di Atlante: che tuttavia potrebbe iniziare "a valle" con la rivendita all'estero di Popolare di Vicenza e Veneto Banca, magari fuse e ristrutturate.

Una prospettiva di possibile europeizzazione di Atlante è giunta comunque ieri da Lucrezia Reichlin, economista della London School of Economics. In un editoriale sul Corriere della Sera sui salvataggi bancari in Europa, Reichlin ha suggerito: "Il regolatore unico europeo (la Bce) dovrebbe richiedere svalutazioni aggressive e forzare le banche ad assumere le perdite che ne conseguirebbero. Un fondo apposito dovrebbe poi ricapitalizzarle e governare il processo di aggregazione degli istituti anche a livello intraeuropeo e di razionalizzazione del sistema bancario, mentre i crediti deteriorati dovrebbero essere venduti ad una bad bank. La bad bank potrebbe essere finanziata attraverso un prestito del European Stability Mecchanism come nel caso spagnolo ma la sua gestione dovrebbe essere europea per far sì che i crediti deteriorati possano essere venduti a prezzo di mercato e che i rischi siano contenuti".

 


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