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SPY FINANZA/ Il ritorno dei subprime (e della recessione)

Ben Bernanke (Infophoto) Ben Bernanke (Infophoto)

Bene, sapete in un contesto del genere cosa significherebbe un aumento dei tassi del Fed di un punto percentuale? Combinando la durata stimata del bond medio di 5,6 anni e un'esposizione nozionale di 17 triliardi di dollari, come nel calcolo di Barclays e l'attuale prezzo del bond in dollari di 105,6, abbiamo che uno scostamento di 100 punti basi sui tassi di interesse si sostanzierebbe in perdita di valore di mercato pari a 1 triliardo di dollari. Ma, come vi ho detto, questo usando la cifra conservativa di Barclays. Se usiamo il controvalore inclusivo di tutte le categorie di debito Usa, ovvero 40 triliardi, la perdita stimata di valore di mercato sarebbe di 2,4 triliardi di dollari. E guardate che anche la perdita più bassa, quella da 1 triliardo di dollari, farebbe un danno notevole al mercato, visto che sarebbe il doppio della perdita di valore di mercato patita durante la sell-off obbligazionari del 1994, aggiustando ovviamente il dato all'inflazione. 

Capito perché, miracolosamente, il dato occupazionale di maggio negli Usa, dopo mesi consecutivi di record infranti, è stato così deludente? Serviva un alibi credibile per calciare ancora un po' in avanti il barattolo, tanto più che da questa settimana la Bce comincerà ad acquistare debito corporate in seno al programma del Qe e quindi molti emittenti statunitensi in euro potranno piazzare altri bond alla Banca centrale, la quale opera front-load sul mercato e acquista pressoché tutto ciò che non è finanziario. 

Ma c'è un rischio insito anche in questa dinamica e ce lo mostra il grafico più sotto, il quale ci fa vedere come, in base a calcoli di Deutsche Bank, il debito corporate non finanziario sia aumentato di 2 triliardi di dollari tra il quarto trimestre del 2010 e lo stesso periodo del 2015: bene, il grafico mostra come la ratio tra debito corporate non finanziario e Pil nominale sia oggi al livello più alto dal secondo trimestre del 2009, quando l'economia era in recessione e la produzione nominale era sostanzialmente depressa. Ecco la seconda ragione per cui la Fed deve essere tremendamente cauta sul rialzo dei tassi, nonostante i proclami pubblici: il ciclo del business si sta esaurendo con un'esposizione debitoria corporate ai massimi, mentre in contemporanea cresce la bolla dei tassi di interessi negativi sul debito sovrano. Un combinato devastante che fa dire a Deutsche Bank, al termine del suo report, quanto segue:  «Questa dinamica implica che l'economia potrebbe entrare in recessione già nella seconda metà di quest'anno». Auguroni. 

 

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COMMENTI
08/06/2016 - A questo punto conviene investire in materassi! (Silvano Rucci)

A furia di mettere i soldi nei materassi, dopo la prossima recessione i materassi aumenterebbero tanto da superare quello dei soldi che contengono!