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ALITALIA/ Air Berlin, la soluzione per evitare il fallimento

Pubblicazione:lunedì 11 luglio 2016

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La tensione sale intorno ad Alitalia. Dopo lo sciopero di questa settimana e soprattutto dopo le dichiarazioni del Presidente Luca Cordero di Montezemolo, che ha ammesso che l'azienda perde circa 500 mila euro al giorno, la compagnia aerea è di nuovo al centro dall'attenzione.

L'arrivo di Etihad, colosso dei cieli medio-orientale, ha indubbiamente cambiato completamente la gestione del vettore italiano, che tuttavia continua a soffrire. Questo potrebbe sembrare strano, nel momento in cui tutti i maggiori vettori macinano utili (a eccezione di Air France-Klm) grazie alla caduta del prezzo del petrolio. Come mai allora Alitalia ha perdite nell'ordine di oltre 100 milioni di euro all'anno?

Per comprendere quanto sta succedendo è bene approfondire le specificità del trasporto aereo. La nuova Alitalia a trazione Etihad ha deciso di sviluppare il proprio hub a Roma Fiumicino. Con un sistema hub and spoke, la compagnia porta i passeggeri a corto raggio verso l'aeroporto romano per poi farli ripartire verso destinazioni a lungo raggio. Questo risponde a una logica del trasporto aereo: non è possibile infatti collegare città come Trieste o Palermo direttamente con New York (fino all'arrivo delle compagnie low cost a lungo raggio), ma questi passeggeri dovranno andare verso Roma Fiumicino per poi ripartire in direzione della città americana. In questo modo il volo tra Trieste e Roma Fiumicino non si riempie solo grazie ai passeggeri che vogliono muoversi tra le due destinazioni, ma anche grazie a tutti quei viaggiatori che da Trieste vogliono spostarsi verso destinazioni intercontinentali. I voli tra Trieste o Palermo verso Roma si chiamano feeder, perché alimentano l'hub di passeggeri. 

Qual è il problema in questa strategia di Alitalia? Semplicemente la concorrenza. Infatti, le low cost hanno deciso di entrare in maniera decisa sull'aeroporto di Roma Fiumicino. Nell'estate dello scorso anno Ryanair, Vueling ed Easyjet hanno aggiunto circa 200 voli settimanali. Un numero impressionante, secondo solo a quello registrato in tutto il sistema aeroportuale londinese (grande quasi quattro volte Roma). Le compagnie low cost fanno voli a corto raggio andando direttamente in competizione con i voli di feederaggio di Alitalia, che si ritrova dunque in grande difficoltà.

Cosa può fare Alitalia? Ci possono essere diverse soluzioni, ma indubbiamente cercare di ridurre al minimo i costi è essenziale. Da qui nasce lo sciopero del personale di questa settimana. A oggi in Alitalia il personale di volo poteva viaggiare gratuitamente per raggiungere la propria base di partenza. Tuttavia, da contratto, il personale dovrebbe stare entro 50 chilometri dal proprio posto di lavoro per ragioni logiche legate all'operatività. Tutte le compagnie aeree fanno pagare il passaggio in "strapuntino" con tariffe che coprono le spese aeroportuali, quindi a dei prezzi veramente stracciati. Alitalia vuole mantenere le agevolazioni (come le altre compagnie), ma togliere la gratuità completa.


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COMMENTI
20/07/2016 - Riflessione di un NON esperto (Antonio Ferri)

Per molto tempo gli esperti del settore dissero che i guai di AZ erano Malpensa. Poi Az lascio Malpensa ma ha continuato a macinar perdite, quanto e piu di prima, nonostante il costo della cig d'oro per migliaia di ex dipendenti trasferito a carico della collettività mentre gli esperti sono ancora li a macinar giustificazioni ed analisi. Sarà per caso che conti qualcosa l'aver regalato il traffico affari del nord ad LH, BA, AF/KLM e che aver abbandonato i collegamenti diretti dal nord verso altri continenti sia la principale causa di questo disastro? Roma è primaria piazza per il turismo (roba però da compagnie low cost) quanto al traffico business, almeno quel poco che è rimasto in Italia, abita da un'altra parte e se ne guarda bene da utilizzare AZ+Fiumicino perchè lontani anni luce dalle storiche piazze tedesche, inglesi e francesi ed adesso anche del medio oriente.