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FINANZA E BREXIT/ Così l'Ue si "inchina" a Soros

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Ora se ne è accorto perfino Patuelli, il presidente della Associazione Banche Italiane. Ora viene a contestare che il cosiddetto bail-in (la regola europea per cui a contribuire al salvataggio di una banca in difficoltà intervengono azionisti, obbligazionisti e pure correntisti per la parte di deposito sopra i 100mila euro) sarebbe incostituzionale.

Ben svegliato! Meglio tardi che mai! Ma sarebbe meglio dire che tutte le attuali fondamenta europee sono strutturalmente anticostituzionali, poiché nessun politico e nessun governo ha ricevuto il mandato dal popolo italiano per cedere la sovranità monetaria. E la sovranità appartiene al popolo, come recita l’articolo 1 della nostra Costituzione. Ma questo non si poteva dire, i banchieri nostrani non potevano dirlo, poiché in fondo i loro interessi coincidevano con gli gli interessi stranieri, gli interessi della finanza straniera. E così noi cittadini ci siamo ritrovati ad essere i pesci piccoli in un acquario di squali. Ora però i pesci piccoli sono finiti e le banche italiane sono diventate i pesci piccoli che i poteri finanziari stranieri si vogliono mangiare.

E così accade che improvvisamente venga diffusa la notizia di una missiva del Governatore Draghi alla banca MPS, provocandone il crollo in borsa. E improvvisamente il presidente della ABI si accorge che il bail-in è incostituzionale. Una ennesima conversione tardiva: sempre più poteri italiani si accorgono che non è sempre positivo pensare di avere “più Europa” e che il futuro che ci prospettano è probabilmente un futuro di sfruttamento. C’è da sperare bene per il prossimo futuro, soprattutto in previsione della consultazione referendaria di ottobre, una riforma costituzionale che il governo Renzi ha voluto accelerare soprattutto perché “lo vuole l’Europa”.

A proposito di Renzi, inizio a supporre che ora pure all’estero vorranno farlo fuori politicamente, tifando per il no al referendum. Il motivo? Renzi ha avuto una uscita davvero infelice per quei poteri finanziari. Ha detto che se il problema dei crediti non performanti italiani vale 1, il problema dei derivati (presenti nelle banche tedesche) vale 100. Anche se è vero non doveva dirlo, l’argomento è tabù, lo faranno fuori politicamente.

E così pure lui si accorgerà finalmente, probabilmente troppo tardi, che “più Europa” non è così bello, soprattutto se vuol dire più vincoli, più debito, più schiavitù.

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