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SPY FINANZA/ La "polizza vita" della Bce sull'Italia

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Ma c'è di più, perché l'Economist nel suo ultimo numero, quello dedicato proprio al rischio sistemico del sistema bancario italiano, faceva notare che circa 200 miliardi di euro di bond bancari sono detenuti da investitori retail, un qualcosa che aggiunge una dimensione politica al mix: «Se le regole del bail-in saranno applicate rigidamente in Italia, lo scontento dei risparmiatori danneggerà la fiducia e lascerà la porta verso il potere aperta al Movimento 5 Stelle, un gruppo che incolpa la moneta unica dei problemi economici dell'Italia». Tutto vero, ma la questione che spaventa banchieri e politici è altra: il contagio diretto, un problema particolarmente acuto dato il cosiddetto doom loop che esiste in Europa, ovvero la stretta connessione tra debito sovrano e sistema bancario. Grazie alla Bce, infatti, quel nesso è sempre più stretto, vista la doppia volontà di sostenere le banche più grandi con una fornitura infinita di moneta a costo zero e anche il mercato obbligazionario sovrano, reso di fatto risk-free proprio dagli acquisti di Francoforte che garantiscono un back-stop anti-speculativo. 

Dunque, le banche si finanziano a tassi nulli e comprano debito sovrano che rende nulla ma è a rischio zero, formalmente. Ma questo crea un altro circolo vizioso, questa volta tra banche e governi. Comprando debito con il badile, infatti, gli istituti di credito diventano dipendenti dalle performance politiche ed economiche dei vari esecutivi: capite da soli che una dipendenza simile nell'eurozona dello zero virgola di crescita è un suicidio conclamato, ma ormai il nesso non si può più rompere, perché dal canto loro i governi hanno bisogno che le banche comprino debito pubblico, un qualcosa che grazie alla Bce è dato per scontato ormai da mesi e mesi. Il problema, come in tutti i rapporti simbiotici, è che se uno dei soggetti finisce nei guai, lo stesso vale anche per l'altro. 

Ed eccoci al perché i nostri partner europei si stanno mostrando, per ora solo a parole, così comprensivi verso le richieste del nostro governo. Nonostante le pressioni dei falchi del Nord come Germania, Olanda e Finlandia, i quali da tempo chiedono di porre fine al doom loop rimuovendo lo status risk-free ad alcuni debiti sovrani, infatti, la questione con il tempo è solo peggiorata e recenti dati di Standard&Poor's lo confermano. Stando alle cifre raccolte dall'agenzia di rating, le banche europee non hanno mai investito così tanto dell'obbligazionario sovrano come in questo ultimo periodo, facendo aumentare le loro esposizioni fino a 791 miliardi di euro: soltanto verso il debito italiano, le banche internazionali sono esposte per 550 miliardi. 

Capito perché sono così carini e simpatici, dopo l'iniziale rigidità di Merkel e soci? E, a parte ovviamente noi, chi è più esposto verso il debito sovrano italiano? La Francia e di tantissimo rispetto agli altri! Capito perché Sapin chiede solidarietà verso i nostri guai? Stando a quanto riportato dal quotidiano tedesco Die Welt, infatti, l'esposizione totale delle banche francesi al nostro debito è superiore ai 250 miliardi di euro, il triplo delle detenzioni del secondo Paese più esposto, quella Germania che nel 2011 ha scaricato tutti i nostri Btp e che oggi invece vede le sue banche esposte per 83,2 miliardi di euro, con la sola Deutsche Bank che ha nei suoi books qualcosa come 11,76 miliardi di controvalore di carta italiana. 


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