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TEMPESTA PERFETTA/ Deaglio: ecco a chi fanno comodo le voci sulle banche italiane

Pubblicazione:venerdì 15 luglio 2016

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«Dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea i flussi internazionali si sono mossi improvvisamente, e quindi Deutsche Bank e altre banche straniere sono entrate subito nel mirino. Le voci che si rincorrono sui problemi delle banche italiane fanno comodo a molti perché consentono di prestare minore attenzione ai guai di quelle tedesche». Lo rileva Mario Deaglio, professore di Economia internazionale all’Università degli Studi di Torino.

 

Professore, che cosa ne pensa dell’ipotesi di un intervento pubblico per risolvere le sofferenze delle banche italiane?

La prima domanda che ci si pone è dove possa prendere i soldi il governo italiano, visto che siamo sempre lì a dire che il nostro deficit tende a essere troppo alto.

 

Quindi è un problema insolubile?

Non so se sia insolubile, ma con i dati attuali è difficile risolverlo.

 

Quanto rischiamo per la situazione delle banche italiane?

In primo luogo tutte le risposte che si possono dare valgono per il momento preciso in cui sono formulate, in quanto la situazione dei flussi finanziari e monetari è sempre in divenire. Al momento attuale comunque le banche italiane non rischiano molto, anzi non rischiano quasi nulla come sistema. Per ora la situazione è assolutamente gestibile, non ci sono carenze gravi che non siano già venute fuori. Ci sono situazioni locali di una certa importanza che devono essere risolte, ma il sistema come tale continua a mantenere la sua sostanziale solidità.

 

A fine mese dovrebbero arrivare gli esiti degli stress test…

Li aspettiamo tutti con molta attenzione, e qualcuno anche con qualcosa di più che attenzione.

 

In che senso?

Nel senso che a livello europeo ci sono molte banche non italiane che potrebbero avere situazioni di debolezza strutturale delle quali normalmente non si parla.

 

A quali situazioni si riferisce?

Il nostro punto di debolezza sono i prestiti che non sono pagati alla scadenza. In altri Paesi il punto di debolezza riguarda invece l’esposizione delle banche a investimenti complessi, come i derivati, che in queste settimane anche grazie a Brexit hanno subito delle oscillazioni negative mettendo in luce una generale ritirata degli operatori da questi titoli. Chi oggi ha in mano questi titoli si trova con dei valori un po’ inferiori a quelli di qualche settimana fa, e quindi la sua situazione di fronte a uno stress test può essersi modificata sensibilmente in peggio.

 

È quanto sta avvenendo anche in Italia?


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COMMENTI
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