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EURO/ Il catalogo della Bundesbank: all'Esm tutto il potere di Ue e Bce

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Il cancelliere tedesco Angela Merkel (LaPresse)  Il cancelliere tedesco Angela Merkel (LaPresse)

L'anno scorso, in questi giorni, l'Europa era Grexit: era una crisi nel cuore monetario dell'Unione. Nell'estate 2016 - non fosse per la faccenda da addetti ai lavori delle banche italiane - la crisi europea è principalmente geopolitica: dalla Manica al Bosforo, passando per Nizza. C'è da stupirsi che la Bundesbank abbia approfittato di un lunedì mattina di questo luglio per tornare un po' sull'argomento-euro? Per proporre uno schema di riforma della governance finanziaria dell'eurozona che gli economisti-sgobboni della banca centrale tedesca sembrano aver scritto nel loro Bollettini mensile ad uso dei loro colleghi nelle altre banche della Ue-19.

In realtà, dopo Brexit e con una Ue per molti versi in mari tempestosi o ignoti, la Germania non mostra la minima incertezza sui tempi e sui modi di esercizio della propria leadership sul continente. Dunque - ha efficacemente sintetizzato Bloomberg - la Buba "consiglia di trasformare l'European Stability Mechanism nell'autorità fiscale guida dell'eurozona, con competenze che abbraccino quelle attualmente attribuite alla Commissione Ue e alla Banca centrale europea". Per andare al nocciolo ultimo (tutto politico) della visione tedesca sul futuro dell'Eurozona, basta guardare al governo attuale dell'Esm, comunemente detto "fondo salva-Stati": lo compongono i ministri delle Finanze dell'eurozona (primo fra tutti oggi il tedesco Wolfgang Schauble) e lo presiede il presidente dell'Eurogruppo (attualmente il falco olandese Jeroen Dijsselbloem). Il commissario Ue agli Affari economici (oggi è il francese Pierre Moscovici) e il presidente della Bce (in carica l'italiano Mario Draghi) "possono" partecipare, ma senza diritto di voto.

A Berlino non c'è dunque alcun fiato sospeso per alcunché. L'alzata d'ingegno dell'attempata democrazia britannica; l'equivoca notte brava dei colonnelli turchi; l'ennesimo corto circuito mortale del post-post-colonialismo francese; perfino le magagne dei banchieri toscani: nulla può distrarre la Germania tardo-merkeliana dall'ingegneria istituzionale e dall'uso accorto e metodico di ogni opportunità offerta dalla cronaca quotidiana che in altri momenti chiameremo storia.

È pronta anche la soluzione tecnica, apparentemente "buonista" nei confronti dei Pigs, l'Italia per ora è in bilico. Se un Paese va in crisi finanziaria, l'allungamento della scadenza del debito da ristrutturare può essere allungata "automaticamente": senza più bisogno di far perdere un weekend ai leader dell'eurozona, come l'anno scorso per la crisi di Atene. Però non lo deciderà più la Troika (Bce, Ue, Fmi: oggi tutti a guida "non nordica"). Lo deciderà l'Esm. Lo deciderà il governo tedesco.

Ma il problema non sono i migranti, l'Isis, ecc?. Certo che lo sono. La soluzione a tutto - il "catalogo" - per Berlino resta tuttavia questa e solo questa: "una politica di bilancio comune in Europa", nel gergo giornalistico o accademico. Che non è esattamente quello della Bundesbank. Ma quello che conta è la sostanza: quella tedesca.



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COMMENTI
24/07/2016 - La Bundesbank non perde tempo. (Felice Di Maro)

In silenzio si vuole fare una nuova riforma a quanto pare.Il noto Meccanismo europeo denominato di di stabilità (MES, in inglese European Stability Mechanism) dovrebbe diventare la guida dell'eurozona al posto della Commissione almeno per le tematiche dell'economia degli stati che adottano l'euro ma c'è da giurare che è per tutti gli stati aderenti all'Ue. Mi sembra chiaro che c'è all'orizzonte di liquidare quel poco di sovranità che gli stati dell'euro hanno con tanti blocchi. Si tratta di andare come io vedo di liquidare gli stati ma in silenzio. Vedremo come presenteranno il tema quando ufficializzeranno questa riforma che di certo la Bundesbank sarà in prima linea ed ha già pronto il testo.